Aveva chiesto l’annullamento del Dup e del Bilancio di previsione. La maggioranza: «Ennesima conferma della correttezza del nostro operato»
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato dai consiglieri di minoranza Saverio Greco ed Emma Filippelli del gruppo L’Alternativa C’è, e dai consiglieri de Le Lampare Nunzio Funaro e Mimmo Formaro (quest’ultimo dimessosi nei mesi scorsi). Ai Giudici di Catanzaro l’opposizione aveva chiesto l’annullamento di una serie di delibere di Consiglio, tra cui il Documento Unico di Programmazione 2024-2026 e il bilancio di previsione 2024-2026.
Una decisione, questa del Tar, che per la maggioranza del sindaco Cataldo Minò conferma in modo chiaro e inequivocabile la legittimità e la trasparenza dell’operato dell’Amministrazione comunale. «Il ricorso – dichiarano da Palazzo Venneri – è stato archiviato senza entrare nel merito, poiché le delibere contestate sono state nel frattempo sostituite da nuovi atti aggiornati che l’Amministrazione ha approvato con correttezza e trasparenza, rispettando pienamente la normativa vigente e recependo le indicazioni del giudice amministrativo».
Il Tar ha dovuto prendere atto che non esisteva più alcun interesse concreto a proseguire il giudizio, poiché l’Amministrazione aveva già adottato, con tempestività, tutti i provvedimenti necessari a garantire il corretto funzionamento dell’Ente. L’Amministrazione comunale ringrazia gli avvocati Aldo Zagarese e Paolo Clarizia, che hanno seguito l’intero procedimento, e ribadisce che la sua azione continuerà ad essere rivolta all’interesse esclusivo della cittadinanza e alla trasparenza. Rimprovera poi l’opposizione per il carattere strumentale e ostruzionistico della loro azione. È evidente anche questa volta – dicono dalla maggioranza – il tentativo di bloccare la macchina amministrativa attraverso ricorsi infondati e pretestuosi, creando confusione e rallentamenti a danno della collettività e delle casse comunali. L’esecutivo dichiara, infine, di voler proseguire con determinazione nel lavoro avviato, rafforzato da questa ennesima conferma di legittimità.
Ampia soddisfazione esprime, in particolare, l’assessore al bilancio Francesco Cicciù: «La giustizia ha fatto il suo corso e ha parlato con chiarezza. Il Tar Calabria – afferma – con ben due sentenze consecutive, ha rigettato totalmente i ricorsi pretestuosi e infondati della minoranza che da tempo tenta, con attacchi strumentali, di screditare il lavoro dell’Amministrazione e la mia persona». Cicciù puntualizza che, nonostante le continue provocazioni e la richiesta di dimissioni, ha scelto di non cadere nelle polemiche e di continuare a lavorare con serietà e rispetto delle istituzioni, avendo dalla sua la fiducia del sindaco Minò.
Per la minoranza Le Lampare, invece, il Tar non ha assolto la maggioranza: il ricorso è stato dichiarato improcedibile perché l’Amministrazione è stata costretta a modificare gli atti impugnati dalla minoranza in quanto sbagliati. Hanno dovuto correggerli per forza – rimarcano dal gruppo – sarebbe bastato riconoscere gli errori segnalati in Consiglio e correggere già allora gli atti, senza perdere tempo.
E ancora: «Il Revisore dei Conti ha accertato l’esistenza di un debito tale da configurare una situazione da dissesto e l’amministrazione ha dovuto richiedere un piano di riequilibrio finanziario pluriennale nel tentativo di salvare i conti del Comune. Altro che la minoranza vuole bloccare l’amministrazione, questi si boicottano da soli. – continuano dall’opposizione – Hanno approvato un Dup e un bilancio che non tenevano conto di debiti rilevanti, tanto da richiedere un piano di rientro. Si tratta di bugie ricorrenti – concludono – che mettono a rischio i servizi pubblici e le tasche dei cittadini, Intanto, il revisore ha espresso parere negativo anche al bilancio di assestamento».
Un’ultima frecciata la riservano alle recenti vicende regionali, con riferimento alla politica locale. «Mentre tutta l’amministrazione Minò è divenuta espressione dei partiti di destra, centro-destra governativi e del Pd, Occhiuto si è dimesso. Lo stesso governatore quando è venuto a Cariati ha dovuto dire, malgrado il disappunto di questa amministrazione comunale, che il decreto di apertura dell’ospedale è solo merito dei comitati». Un ospedale che continua a essere oggetto di lavori, ma che non riapre. Le lampare chiedono più attenzione all’amministrazione Minò, affinché si concretizzi quanto previsto dal Piano Regionale e Cariati riapra come Ospedale di zona disagiata, con un pronto soccorso, un reparto di degenza per acuti e tutti i servizi connessi.
Maria Scorpiniti (Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce 2 agosto 2025)

