Nuova vita a un edificio abbandonato nel cuore del centro storico. Una struttura ricettiva per il seicentesco immobile per la valorizzazione turistica
La cittadella medievale di Cariati si configura ogni giorno di più come albergo diffuso. Questo grazie ai numerosi interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio storico, iniziati più di dieci anni fa, che hanno reso fruibili immobili chiusi o fatiscenti, trasformati in strutture ricettive che rappresentano un potenziale sia per la valorizzazione turistica e il contesto ambientale, sia sotto il profilo socio economico culturale della cittadina dalle otto torri affacciate sul mare, tra i Marcatori Distintivi della Calabria.
L’ultimo intervento, in ordine di tempo, ha interessato il seicentesco Palazzo Fiorentini, oggi hotel a quattro stelle. Un sogno nato nove anni fa e accarezzato da una coppia di avvocati, Filippo Cariglino e Rossella Sero, marito e moglie nella vita, che lo hanno realizzato come un atto di amore verso Cariati e un forte senso di appartenenza. In quella che, all’inizio, sembrava un’impresa ardua, sono stati sostenuti dai figli Gaetano e Nicole, che ora si dicono orgogliosi del traguardo raggiunto. «Palazzo Fiorentini – ha affermato Rossella Sero prima del taglio del nastro – è il frutto di un’idea, di una scommessa vinta da mio marito Filippo, in cui ha creduto fortemente e che con la sua determinazione, forza di volontà e spirito di sacrificio è riuscita a realizzare».
L’importante progetto di recupero dell’antico immobile, acquistato nove anni fa dalla coppia Cariglino – Sero, è stato in parte finanziato dalla Regione Calabria con le misure a sostegno per le strutture ricettive, della ristorazione e dei servizi turistici e culturali nei borghi della Calabria (P.R.U. 2024-2020). Infatti al taglio del nastro, dopo la benedizione di don George Viju, erano presenti l’assessore regionale Gianluca Gallo con la moglie Mariella Straticò, madrina all’evento, e il sindaco di Cariati Cataldo Minò .
Il Palazzo è stato oggetto di un minuzioso lavoro di restauro ad opera di diverse maestranze e artigiani locali, diretti dall’interior designer cariatese Cataldo Formaro, che ha saputo coniugare la bellezza e il fascino del passato con la contemporaneità e la funzionalità degli ambienti, curati in ogni dettaglio. Un luogo dove respirare un’atmosfera di altri tempi, tra muri in pietra e panorami mozzafiato, e dove è possibile fare un tuffo nell’arte. In ogni camera, infatti, c’è la riproduzione di un capolavoro di un’artista del Medioevo o del Rinascimento, da Michelangelo a Botticelli, da Leonardo Da Vinci a Masaccio, da Cimabue a Donatello.
L’idea è nata a Filippo, mentre passeggiava tra le viuzze del borgo, tra via Fiorentini e via Annunziata; proprio in quella “ruga”, abitava sua nonna Caterina, che aveva il forno. Un angolo a lui caro, denso di ricordi, dalla bellezza antica, inalterata nel tempo. Da qui il desiderio di trasformare quell’immobile abbandonato che prende il nome da Lucio Fiorentini, prefetto di Cosenza e uomo di Stato del Risorgimento italiano, in una struttura ricettiva che potesse racchiudere l’anima autentica di Cariati. Negli anni 60 del Novecento, il Palazzo è stato dimora di una coppia di dottori (Elide Bove e Peluso), che avevano l’ambulatorio al piano terra, mentre al piano superiore, la madre e le zie del medico, rinomate tessitrici e ricamatrici del paese, praticavano l’arte della tessitura al telaio. In memoria di queste donne, e di nonna Caterina, l’artista Claudio Chiaravalloti ha realizzato all’esterno del palazzo splendidi murales. Sulla facciata del Palazzo, infine, come tanti storici edifici di Firenze si può ammirare la caratteristica buchetta del vino, un’apertura nel muro utilizzata per vendere il vino direttamente agli avventori in strada.
Palazzo Fiorentini è anche il posto ideale per chi vuole riscoprire le proprie radici. Un aspetto, questo, che sta molto a cuore a Filippo Cariglino, uno dei tanti figli dell’emigrazione cariatese, con un’infanzia vissuta in Germania e la giovinezza a Bologna, dove ha studiato all’Università ed esercitato per 5 anni la professione forense. Poi la scelta di stabilirsi nel paese d’origine e di formare lì la sua famiglia.
«Questo è il quarto locale inaugurato a Cariati nelle ultime settimane. – afferma soddisfatto l’interior designer Formaro – Un plauso va ai giovani imprenditori che con coraggio e determinazione stanno investendo nella loro cittadina, scegliendo di non andare via».
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce 7 agosto 2025)

