L’europarlamentare del M5S, nativo di Scala Coeli (CS), ieri ha sciolto la riserva e si propone a guida del centrosinistra calabrese: «Sento forte il dovere di restituire alla mia terra ciò che mi ha dato»
CALABRIA – «Una figura autorevole e una risorsa preziosa da offrire ai cittadini calabresi». Sono le parole che ha usato il presidente Giuseppe Conte, leader nazionale del Movimento Cinque Stelle, per annunciare che l’europarlamentare ex presidente Inps Pasquale Tridico, nella giornata di ieri, ha sciolto la riserva, dichiarandosi disponibile a guidare il centrosinistra calabrese nelle prossime elezioni regionali del 5 e 6 ottobre. Una disponibilità attesa, che ha fatto superare l’impasse dei giorni scorsi di un centrosinistra bloccato sulla scelta di un competitor “forte”, in grado di contrapporsi al presidente dimissionario uscente, Roberto Occhiuto, che si ricandida a guidare una nuova coalizione di centrodestra dopo aver retto le sorti della Regione Calabria per quattro anni.
Il M5S porterà al tavolo di coalizione per la scelta del candidato presidente alla Regione Calabria come prioritario il nome dell’economista Tridico, noto per il suo impegno nella riforma del welfare, ma anche della deputata Vittoria Baldino e di Anna Laura Orrico, già sottosegretaria alla cultura. Secondo Conte, la scelta finale dovrà maturare all’interno di una convergenza più ampia del campo progressista, tenuta insieme da un programma di governo capace di interpretare le necessità di cambiamento della Calabria, anche se – dice – il profilo di Tridico risponde a questa esigenza: un tecnico con una forte connotazione sociale, con radici calabresi e un curriculum istituzionale di peso.
TRIDICO: “È IL TEMPO DEL CORAGGIO. QUESTA TERRA MERITA UNA SANITÀ CHE FUNZIONI, SVILUPPO E DIGNITÀ”
Una volta ufficializzata la volontà di candidarsi a presidente della Regione Calabria, Pasquale Tridico, in un messaggio diffuso sui social nella giornata di ieri, si rivolge agli amici della sua terra, a quelli di Scala Coeli, piccolo centro collinare della Sila Greca, e a tutti i calabresi.
«La mia storia inizia qui, tra queste montagne, questo mare – dice – e fra voi che mi avete insegnato i valori della fatica, della solidarietà e del sogno. Ho avuto la fortuna di studiare, viaggiare, lavorare e crescere anche lontano, ma la Calabria è da sempre la mia radice più profonda e oggi la mia più grande responsabilità. Oggi sento forte il dovere di restituire alla mia terra ciò che mi ha dato: la forza di credere che nulla è impossibile, se lo si affronta insieme la speranza».
Motivazioni profonde, è risaputo che la decisione non è stata facile. Sicuramente sofferta. In caso di vittoria, infatti, dovrà lasciare il lavoro istituzionale avviato a Bruxelles, dove da circa un anno si è trasferito con la famiglia, e la sua intensa attività di europarlamentare. «Ho deciso di dare la mia disponibilità al presidente Conte – puntualizza ancora Tridico – alla comunità del M5S, a tutte le forze progressiste e a tutti i cittadini calabresi, perché questa terra merita sanità pubblica che funzioni, lavoro vero per i giovani, legalità, welfare, investimenti, sviluppo e dignità. La Calabria merita un futuro in cui restare non sia una condanna, ma una scelta di vita. La Calabria non è periferia – conclude – è cuore pulsante del Mediterraneo. Non è terra da abbandonare: è terra da far rinascere. Il futuro si costruisce. E io sono pronto a costruirlo con voi. È il tempo del coraggio. È il tempo della Calabria, la nostra terra, per riportarla a testa alta laddove merita di stare».
CHI È PASQUALE TRIDICO
Circa un anno fa, con Tridico, per la prima volta il Basso Jonio cosentino ha espresso un rappresentante in seno al Parlamento Europeo. Un orgoglio per il suo paese, Scala Coeli, dove l’europarlamentare è nato 50 anni fa, che ora esulta per la novità che tutti attendevano, e un cittadino illustre dell’intera Calabria. Eletto alle ultime Europee con oltre 120mila preferenze in rappresentanza del Movimento 5 Stelle nella circoscrizione Sud, è professore ordinario di Politica economica e ricercatore presso l’Università Roma Tre, direttore del Centro di Eccellenza Jean Monnet Labour; dal 2019 al 2023 ha guidato l’Inps, il più importante istituto di previdenza sociale italiana. È uno tra i più grandi economisti italiani, uomo di punta del presidente nazionale del partito, Giuseppe Conte. Nell’Unione Europea ha cercato di portare avanti la sua idea di Europa inclusiva ed equa, ancora da costruire, in aggiunta a quella della finanza e dei mercati.
Ma al di là delle competenze che tutti gli riconoscono, conquistate con impegno, studio incessante e una buona dose di sacrifici, Pasquale Tridico si è sempre contraddistinto per il suo volto umano e sincero, per l’onestà e la vicinanza verso le fasce più deboli della società. Negli anni del Governo Conte, è stato l’ispiratore del Reddito di Cittadinanza, della Pensione di Cittadinanza e della cosiddetta “Quota 100”. Misure che si sono rivelate utilissime nel drammatico periodo della pandemia da Covid19.
È nota anche la sua posizione sul Ponte sullo Stretto, che ritiene un’opera inutile, con un impatto ambientale devastante e non prioritaria, considerate le condizioni di mobilità in cui versa la Calabria. Ha anche denunciato il fatto che, per finanziare l’opera, sono state utilizzate parte delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione spettanti alla Calabria, nel silenzio della politica regionale. Per l’aspirante governatore, i 15 mld di euro destinati al Ponte avrebbero potuto collegare l’intero Sud Italia con strade sicure, in particolare sulla costa ionica e nelle aree interne, e si sarebbe potuta realizzare, con fondi Ue, una metropolitana leggera di collegamento Bari – Napoli – Reggio Calabria.
Nei prossimi giorni sarà impegnato nella costituzione della coalizione di centrosinistra, un campo largo in cui dovrebbero confluire Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Azione, Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra Italiana, altre forze progressiste, riformiste e moderate, nonché movimenti civici, che proporranno i loro candidati nelle varie circoscrizioni. Candidati che, al di là dei programmi, delle aspirazioni personali e di partito, e delle promesse elettorali, avranno un arduo compito: abbattere il muro dell’astensionismo e far acquisire agli elettori più fiducia nella politica e nelle istituzioni.
MARIA SCORPINITI

