La svolta dopo un mese dall’aggressione nei confronti di un ventenne campano, al culmine di una lite tra giovani scoppiata in un villaggio turistico
MANDATORICCIO – Nuova svolta, a distanza di un mese dal grave fatto di sangue avvenuto in un noto villaggio turistico alla marina di Mandatoriccio, dove un ventenne campano è stato accoltellato al culmine di una lite tra giovani. Nell’immediato, un coetaneo di Napoli, con numerosi precedenti di polizia, è stato tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio. Ora si aprono le porte del carcere per altre due persone, padre e fratello del giovane ritenuto l’esecutore materiale della violenza al termine di una rissa scoppiata lo scorso 25 agosto tra due gruppi di turisti napoletani. Per la vittima, si era reso necessario il suo trasferimento d’urgenza in elisoccorso presso l’ospedale Annunziata di Cosenza, dove è rimasto ricoverato in prognosi riservata per diverse settimane a motivo di una gravissima perforazione al polmone. Il decorso clinico ha poi consentito al ragazzo di riprendersi gradualmente, ma le indagini dei Carabinieri, che avevano portato subito al fermo del soggetto ritenuto responsabile materiale del grave episodio di sangue, non si sono mai fermate.
Ulteriori indagini, condotte a ritmo serrato dai Carabinieri della Sezione operativa del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Castrovillari guidata dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, hanno infatti consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di altre persone originarie di Napoli ed ora di chiudere il cerchio. Per il padre e il fratello dell’aggressore, indagati entrambi per tentato omicidio e porto abusivo di arma bianca, il Tribunale ha disposto la custodia cautelare in carcere: i due si sono costituiti spontaneamente presso la casa circondariale di Castrovillari.
Il fatto di sangue nella movida estiva, verificatosi in una tranquilla località turistica della costa ionica, ha scosso l’intero territorio, portando alla ribalta il problema della violenza tra giovani, sempre più in ascesa, ma anche quello della sorveglianza e della sicurezza nei luoghi più frequentati dai ragazzi.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud” 24 settembre 2025)

