La scultura, realizzata da Antonio Affidato, è stata collocata nei pressi di Porta Pia nel centro storico. L’omaggio dell’arcivescovo Aloise: «Un segno d’amore del popolo verso il Servo di Dio»
CARIATI – In attesa che il Dicastero romano delle Cause dei Santi esprima un giudizio positivo sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio don Alessandro Vitetti, sabato scorso, 18 ottobre, è stato collocato nei pressi di Porta Pia, ingresso del centro storico, un monumento a Lui dedicato, benedetto dall’arcivescovo di Rossano Cariati mons. Maurizio Aloise. La scultura realizzata dal maestro Antonio Affidato di Crotone ritrae il sacerdote cirotano negli anni giovanili ed è stata posizionata a pochi metri dall’ex Seminario Vescovile e dalla Concattedrale dove don Vitetti prestò il suo apostolato per circa cinquant’anni.
Una figura amata, di grande spiritualità e umiltà – ha ricordato nell’occasione don Giuseppe Scigliano, responsabile diocesano della causa di canonizzazione – testimone silenzioso della presenza di Dio tra gli uomini; definito “il girovago di Dio” per il suo continuo andare tra la gente e da chiunque richiedesse la sua presenza, interveniva spesso in corsi di esercizi spirituali e conferenze.
Monsignor Aloise ha spiegato, invece, il senso profondo della statua che non vuole celebrare la grandezza umana, ma ricordare una persona che ha camminato in mezzo alla gente con il cuore rivolto agli ultimi e lo sguardo fisso sull’Eucaristia. «Questo monumento è segno dell’amore dell’Associazione e del popolo verso uno dei suoi figli più luminosi – ha rimarcato l’arcivescovo – un uomo di strada, un pellegrino capace di portare la preghiera nei vicoli più umili della vita quotidiana, che ha percorso la costa ionica e anche oltre senza far rumore, rifuggendo i palcoscenici e lasciando dietro di sé una scia di luce che ancora rimane. Gli chiediamo scusa se oggi osiamo questo gesto – ha concluso mons. Aloise – non lo facciamo per vanità, ma come segno di una testimonianza che continua a parlare ai nostri cuori».
Per l’artista Antonio Affidato, docente presso le Accademie di Belle Arti di Catanzaro e Reggio Calabria, presente con il papà Michele, maestro orafo, è stato un grande onore e un motivo di orgoglio l’aver realizzato l’opera. Prima di scoprire il telo, ne ha illustrato le caratteristiche: «La statua in bronzo è stata realizzata alla grandezza naturale di circa metri 1,80 – ha detto – con la tecnica della fusione a cera persa, una delle più antiche e nobili pratiche della scultura, capace di restituire alla materia il calore e la forza espressiva del gesto umano».
L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’associazione “Amici di don Alessandro Vitetti” presieduta da Fausto Mingrone, realizzata in collaborazione con la Diocesi di Rossano Cariati, l’Amministrazione comunale e la parrocchia concattedrale San Michele Arcangelo. Alla cerimonia, introdotta dal parroco don Gaetano Federico, sono intervenuti il presidente Mingrone e il sindaco di Cariati Cataldo Minò. Presenti i familiari giunti da Cirò e numerosi fedeli.
CHI È IL SERVO DI DIO ALESSANDRO VITETTI
Nacque a Cirò (KR), il 12 ottobre 1915, ultimo di cinque figli. Ordinato presbitero il 16 giugno 1940, entrò a far parte del clero della Diocesi di Cariati, allora retta da mons. Eugenio Raffaele Faggiano (1936-1956), di cui fu strettissimo collaboratore. Professore di latino e greco nel Seminario apostolico di Cariati; canonico teologo del Capitolo cattedrale, assistente diocesano della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, direttore dell’Ufficio Amministrativo della Diocesi, assistente dei Laureati Cattolici, direttore dell’Apostolato della Preghiera, direttore dell’Unione Apostolica del Clero, difensore nel Tribunale Ecclesiastico Diocesano.
Collaborò con il vescovo Orazio Semeraro (1957-1967) che lo volle come accompagnatore durante lo svolgimento del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). Si distinse nella direzione spirituale di molte persone, i suoi figli spirituali, indirizzando verso Istituti di vita claustrale e di vita attiva chi era chiamato alla vita religiosa. Trascorreva intere ore davanti al Tabernacolo e aveva una sconfinata carità verso i poveri. Andava ovunque, in treno, pullman, a piedi. Nel 1987 fu colpito da una grave forma di diabete che lo rese cieco e immobile. Trascorse l’ultimo periodo della sua vita nel Centro Missionario delle Suore di S. Gemma Galgani, a Cariati, dove morì il 24 febbraio 1995. La salma fu sepolta nel cimitero del suo paese natale, Cirò. Il 12 ottobre 2020 è stata traslata nella Concattedrale di Cariati alla presenza dell’allora arcivescovo Giuseppe Satriano e dell’arcivescovo di Crotone Santa Severina, mons. Angelo Raffaele Panzetta.
IL PUNTO SULLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE
Il 24 febbraio 2008 l’arcivescovo di Rossano-Cariati, Santo Marcianò, iniziò il processo diocesano nella Concattedrale di Cariati, che si concluse il 24 marzo 2011 nella Cattedrale di Rossano. Nel novembre 2013 la Congregazione della Causa dei Santi ha riconosciuto la validità degli atti della fase diocesana, nominando relatore mons. Maurizio Tagliaferri. Il postulatore, Padre Massimo Parisi, ha esaminato la documentazione prodotta nella fase diocesana, soffermandosi sui testimoni ascoltati durante la fase diocesana e sulla documentazione storica, e nel giugno del 2023 ha consegnato al Dicastero delle Cause dei Santi la Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis di don Vitetti. Attualmente tale Positio è nelle mani dei censori periti storici e teologici, che dovranno approvare l’eroicità delle virtù del Servo di Dio. Nelle tappe successive, toccherà al Papa dichiararlo prima Venerabile, poi Beato, infine Santo.
MARIA SCORPINITI “Il Quotidiano – L’AltraVoce 23 ottobre 2025)

