Il giovane, risultato positivo all’acol test, è accusato di omicidio stradale. Nel sinistro ha perso la vita un anziano alla guida di un motocarro
CROSIA – È risultato positivo all’assunzione di sostanze alcoliche, il ventinovenne di Crosia alla guida della vettura che martedì scorso in via Nazionale si è scontrata violentemente con un motocarro Ape condotto da Tommaso Laurenzano, 86 anni, originario di Caloveto, ma residente da anni nella frazione Sorrenti. Nell’impatto, l’anziano è stato sbalzato sull’asfalto e per le gravissime lesioni riportate ha perso la vita proprio su quel tratto urbano di Statale 106, nonostante le cure immediate dei sanitari del Suem 118 che avevano richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso.
L’autista dell’auto coinvolta nel sinistro mortale è stato subito sottoposto al test dai sanitari dell’ospedale di Rossano, che hanno certificato un livello di assunzione delle sostanze alcoliche superiore a quello consentito dalla legge. Nella stessa giornata di martedì, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore Capo Alessandro D’Alessio, hanno effettuato l’arresto dell’uomo anche in base agli altri elementi riscontrati durante i rilievi con l’ipotesi di reato di omicidio stradale. I Carabinieri, dopo aver dichiarato lo stato di arresto dell’autista, lo hanno sottoposto alla misura dei domiciliari, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Quanto accaduto sulla SS106, in pieno centro urbano, da una parte riporta alla ribalta l’atavico problema della pericolosità di un’arteria che lo Stato ha finanziato a tratti, lasciando scoperto quello da Corigliano Rossano a Crotone, considerato tra i più pericolosi; dall’altra, richiama al problema della responsabilità personale di chi si mette al volante senza rispettare le regole basilari del codice della strada.
Intanto, nel paese d’origine dell’anziano deceduto, Caloveto, c’è tanta rabbia per una strada che continua a essere teatro di drammi infiniti e per una vita spezzata a 86 anni in un modo così violento. Tommaso Laurenzano era molti era definito “un pezzo di storia” del centro collinare. Trasferitosi da anni a Mirto, probabilmente quel pomeriggio stava facendo rientro a casa a bordo del suo motocarro, il mezzo preferito da una generazione di lavoratori. Le comunità di Caloveto e Crosia si sono strette attorno alla famiglia dell’anziano, accumunate da un dolore composto e silenzioso e da una tragedia che, come tante altre, forse si sarebbe potuta evitare.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano – L’Altravoce” 27 novembre 2025)

