Pochi minuti prima erano transitati alcuni residenti. Il tratto critico sulla provinciale già segnalato un anno fa alle istituzioni preposte (VIDEO)
SCALA COELI – Dalla sera del 29 dicembre, la frazione San Morello, Comune di Scala Coeli, è isolata a causa di una grossa frana che, caduta da un costone roccioso, è precipitata sulla strada provinciale e sulle stradine interne del borgo. Solo per un caso fortuito, si è sfiorata la tragedia. Pochi minuti prima, infatti, erano transitati sul tratto alcuni residenti.
E mentre monta la rabbia dei cittadini, circa 300, quasi tutti anziani, anche per il fatto che la criticità era già stata segnalata un anno fa alla Prefettura, alla Regione, alla Protezione Civile e alla Provincia, senza che nessuno abbia preso provvedimenti, il sindaco Giovanni Matalone dichiara di aver stimato a tempo debito una cifra di 350mila euro per mettere in sicurezza l’area e di aver fatto tutto quanto era nelle possibilità, partecipando ad un bando la cui convenzione per il finanziamento richiesto è stata firmata qualche giorno fa. Troppo tardi.
Le preoccupazioni dei cittadini e dello stesso sindaco, manifestate agli enti sovracomunali, erano dunque fondate. In queste ore, è cresciuta la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni che avrebbero dovuto – a loro dire – intervenire per tempo, anche perché in quel borgo dimenticato da Dio e dagli uomini, ormai spopolato, vivono persone fragili, bisognose di recarsi a Cariati per ricevere le cure sanitarie più semplici, come ad esempio effettuare analisi di routine, fare la spesa o comprare le medicine. Persone che avrebbero dovuto essere maggiormente tutelate, senza attendere che si verifichino simili eventi, tra l’altro prevedibili.
C’è da dire anche che, in via precauzionale, sul tratto a rischio frana il 20 gennaio scorso il sindaco Matalone aveva emesso un’ordinanza di divieto transito pedonale e veicolare, in attesa dei finanziamenti necessari per la messa in sicurezza che non sono mai arrivati, o perlomeno non sono arrivati in tempo. Una situazione che ha messo comunque a dura prova la pazienza dei sanmorellesi, di cui si ha memoria di un episodio molto singolare, avvenuto 65 anni fa, che portò alla ribalta nazionale il piccolo borgo arroccato sulle colline della Sila Greca.
Era infatti il lontano 1960, quando San Morello versava in condizioni di arretratezza: privo di ogni collegamento con gli altri centri collinari e con la zona litorale, ma anche di luce elettrica, dell’acquedotto, dei servizi igienici, di un negozio, di un medico. Un isolamento e una miseria indicibile della popolazione composta allora da circa 700 anime. Si poteva arrivare solo a piedi o con l’asino, attraverso fiumare, rocce, terreni franosi, strapiombi e mulattiere.
Quell’anno, gli abitanti di quel paese senza strada, con uno scatto di dignità, decisero compatti di disertare in massa le urne alle consultazioni elettorali. La singolare protesta portò San Morello all’attenzione dell’allora ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Pieraccini; ci furono interpellanze parlamentari, discussioni nelle aule universitarie e lo stesso Ministro, a piedi, raggiunse quell’angolo dimenticato di Calabria, promettendo e poi realizzando opere pubbliche come la via d’accesso.
Con la successiva emigrazione in Germania prima e poi nel Nord Italia, la frazione si è svuotata dei suoi abitanti e oggi i pochi rimasti, quasi tutti anziani non autosufficienti, hanno i figli lontani. Per fortuna è molto attivo il volontariato sociale della Misericordia di Scala Coeli, che provvede agli spostamenti quotidiani dei residenti verso il centro più vicino, che è Cariati, proprio lungo quella provinciale ora bloccata dai massi.
MARIA SCORPINITI


