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CARIATI – SIT-IN DI CAPODANNO ALL’OSPEDALE, A SORPRESA ARRIVA TRIDICO

 

Cittadini e sindacati chiedono l’immediata attivazione del pronto soccorso, del reparto di medicina e dell’elisoccorso h24

CARIATI – I cittadini scendono di nuovo in piazza per protestare e chiedere la fine dei lavori e l’attivazione del nuovo pronto soccorso e del reparto di medicina. Lo hanno fatto il 31 dicembre scorso con il sit‑in “Capodanno per la sanità pubblica”, davanti all’ospedale Vittorio Cosentino, chiuso nelle sue funzioni ospedaliere nel 2010 e riaperto per volere del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, a seguito delle vibrate proteste e di una lunga mobilitazione, sfociata con l’occupazione di un’ala del presidio sanitario in piena emergenza Covid. Una riapertura che, al netto dei lavori già effettuati per il nuovo pronto soccorso e quelli in corso del reparto di Medicina, al momento rimane ancora sulla carta, mentre negli altri servizi attivi si registra una preoccupante carenza di personale.

La protesta della sera di Capodanno è stata organizzata dal sindacato Nursind Cosenza e dal movimento Le Lampare allo scopo di smuovere le acque, denunciando la situazione critica in cui versa la sanità cariatese e chiedendo interventi immediati per garantire il diritto alla salute.

A sorpresa, è intervenuto l’europarlamentare del Movimento Cinque Stelle, Pasquale Tridico, che, dopo aver ricordato che a chiudere l’ospedale nel 2010 è stato il governo regionale di centrodestra, ha affermato: «Aspettiamo la fine dei lavori, ovviamente in ritardo – ha incalzato – aspettiamo gli ospedali di comunità da realizzare, aspettiamo il rispetto del diritto alla salute, l’elettrificazione della ferrovia sulla costa jonica, l’alta velocità, il rifacimento della Statale 106, il recupero dei borghi, il diritto al lavoro, i collegamenti con le aree interne, aspettiamo che si fermi lo spopolamento e il declino. Aspettiamo gli investimenti del Pnrr, persino l’acqua che non arriva regolarmente nelle case dei calabresi. Aspettiamo – ha concluso – che il governo di destra a Roma come in Calabria rispetti la Calabria e il Sud. Aspettiamo. Ma non ci rassegniamo».

Per Nursind e Lampare, si tratta di un altro Capodanno dedicato alla difesa del diritto alla salute.  «Un diritto – hanno puntualizzato –  calpestato da anni di malapolitica e abbandono istituzionale. Il sit‑in è simbolico, chi pensa che ci fermeremo si sbaglia di grosso, non abbiamo alcuna intenzione di farci prendere in giro. Se Asp Cosenza, Occhiuto e i loro portabandiere continueranno con barzellette e televendite sulla pelle della gente, torneremo. E questa volta – hanno annunciato – occuperemo gli uffici dei dirigenti poltronari, gli stessi che hanno pensato solo a denunciarci mentre la popolazione resta senza cure».

Tra gli intervenuti al sit-in di protesta, Jesus Paula Carvalho, dottore e professore presso l’Istituto del Cancro dell’Università di San Paolo (Brasile), sposato con la dottoressa Filomena Marino, figlia di cariatesi, Nicodemo Capalbo del Nursind e lavoratori e studenti fuorisede.

«La classe politica locale – hanno puntualizzato dal gruppo Le Lampare, che in Consiglio Comunale è all’opposizione – continua a essere silente, incapace di una parola, di un gesto, di un’assunzione di responsabilità. Anche molti cittadini devono svegliarsi, perché senza partecipazione non si cambia nulla».

Tra le criticità denunciate nel corso del sit-in, le note carenze di personale negli ambulatori, nel reparto dialisi, nel laboratorio analisi e in radiologia, mentre i reparti di Pronto Soccorso e Medicina restano riattivati solo sulla carta. Altro punto dolente è la mancata realizzazione della piattaforma dell’elisoccorso h24 nelle adiacenze dell’ospedale, di cui non si hanno notizie certe: «Una situazione indegna, che ogni giorno mette a rischio vite umane».

Quindi l’elenco delle richieste a Regione Calabria, Asp e Comune di Cariati. Occorre conoscere il cronoprogramma dettagliato dei lavori e dell’attivazione dei servizi previsti dal decreto di riapertura del “Cosentino”, nonchè tempi certi per rendere operativi Pronto Soccorso, Medicina e servizi annessi. Chiedono anche di sapere quando verrà garantito il servizio h24 del laboratorio analisi, indispensabile per gestire l’emergenza, e i tempi di assunzione di medici, infermieri e tecnici, senza i quali ogni promessa resta propaganda.

C’è poi l’altra incognita che riguarda i servizi offerti dall’Ospedale di Comunità, di cui non si sanno ancora i tempi di realizzazione. La conoscenza della tempistica – secondo Nursind e Lampare – è un’assunzione di responsabilità sulla concreta attuazione del decreto di apertura, per evitare che si continuino ad accumulare ritardi e non aumentino ulteriormente i costi, lasciando, nel frattempo, il territorio ancora senza sanità.

MARIA SCORPINITI

 

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