Le classi, attualmente ospitate presso l’Istituto Alberghiero, avrebbero dovuto tornare nei plessi dopo le vacanze natalizie
CARIATI – Le classi di scuola primaria e dell’infanzia “Faggiano” (Cariati centro) e “Vittorio Emanuele” avrebbero dovuto far rientro nelle sedi di appartenenza subito dopo le vacanze di Natale. Invece, ad oggi, i bambini frequentano ancora le lezioni nella sede provvisoria individuata dal Comune, l’Istituto Alberghiero, con disagi per le famiglie poiché nel grosso edificio, di proprietà della Provincia di Cosenza, ad inizio anno scolastico sono state trasferite anche le classi della primaria e dell’infanzia “Di Napoli”, il plesso più numeroso, oggetto di importanti lavori di messa in sicurezza che necessitano di tempi più lunghi.
Da fonti comunali, si apprende che la data per il rientro nelle sedi di appartenenza delle scuole Faggiano e Vittorio Emanuele slitterà di almeno un mese a causa di problemi subentrati in corso d’opera. Se non ci saranno ulteriori imprevisti – assicurano dal Comune – per fine febbraio dovrebbero concludersi i progetti che stanno interessando le due scuole e gli alunni potranno finalmente rientrare nelle loro sedi.
Intanto, nei giorni scorsi, il gruppo di minoranza Le Lampare ha sollecitato il sindaco Cataldo Minò, l’Ufficio Tecnico comunale e l’assessore ai lavori pubblici Francesco Cicciù, chiedendo di conoscere lo stato dei lavori di ristrutturazione, adeguamento e messa in sicurezza dei due plessi scolastici e le motivazioni dei ritardi.
Lo stesso gruppo, l’1 dicembre scorso, aveva inoltrato al sindaco una richiesta rimasta senza riscontro sui dettagli nell’avanzamento degli interventi, sulle eventuali criticità riscontrate e sulle nuove tempistiche previste per la conclusione dei lavori finanziati con fondi dell’8×1000 (D.M. n. 210/2023). Ora, alla luce del ritardo, chiede di conoscere la nuova data di consegna e le azioni messe in campo per accelerare la conclusione degli interventi. In mancanza di riscontri – annunciano dalla minoranza – saranno interessate le sedi opportune per porre fine a una situazione divenuta – a loro dire – intollerabile.
MARIA SCORPINITI

