Dopo l’avviso del Comune sui disservizi a seguito di una rottura al Salto. L’Alternativa c’è: «Chi governa non si ricordi dell’acqua solo per riscuotere le bollette»
CARIATI – In un avviso pubblico, nei giorni scorsi, il Comune di Cariati metteva in guardia i cittadini di probabili disservizi nell’erogazione idrica e abbassamenti di pressione a causa di una rottura sull’adduttrice Salto, con i tecnici già al lavoro per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile. La situazione è andata avanti più del previsto, insieme alla preoccupazione non solo per la carenza idrica in alcune zone, ma anche per la torbidità dell’acqua che esce dai rubinetti.
A farsene portavoce sono i due gruppi di minoranza, “L’Alternativa c’è” e “Le Lampare”, che sollecitano il Comune a porre fine al disagio. I consiglieri Emma Filippelli e Saverio Greco de L’Alternativa c’è sottolineano che a Cariati, in alcune zone, l’acqua continua a non esserci e, dove c’è, esce sporca. «Chi governa il Comune faccia qualcosa e non si ricordi dell’acqua solo quando c’è da riscuotere le bollette dei cittadini cariatesi. – affermano in una nota Filippelli e Greco – Abbiamo chiesto a mezzo pec chiarimenti al sindaco, all’assessore al ramo, al dirigente e all’intero consiglio, è incivile dover passare dall’acqua che non c’è a quella nera dai rubinetti. Chiediamo di conoscere la reale situazione e i relativi provvedimenti, augurandoci – concludono – che l’amministrazione tenga conto di questi gravi disservizi quando arriva il momento di stampare bollette per il canone idrico».
L’altro gruppo di minoranza, Le Lampare, parlano di “emergenza idrica”, ricordando che vi sono diverse zone del territorio comunale ancora soggette alle ordinanze sindacali di divieto di utilizzo dell’acqua per consumo umano, emesse nel 2023 e 2024, tuttora valide. Tramite i consiglieri Concetta Cuparo e Nunzio Funaro, il gruppo ha chiesto all’Area Finanziaria di definire con urgenza una procedura operativa per le istanze individuali di ristoro, dopo i riscontri protocollati del 3 e 4 marzo scorso. Chiedono inoltre che l’ufficio competente predisponga un modulo ufficiale per l’istanza di credito/storno/rimborso del servizio idrico e anche un quadro aggiornato su revoche, analisi, esiti dei campionamenti e perimetrazione delle aree interessate, fugando ogni incertezza e rischi per la salute pubblica. Infine, evidenziano le gravi ricadute per le attività alimentari (bar, panifici, ristoranti), costrette a sostenere costi aggiuntivi per acqua, filtri e manutenzioni. «Abbiamo predisposto i moduli di istanza per ristori/crediti/rimborsi – – concludono – e invitato gli utenti delle zone interessate a raccogliere ogni documentazione utile, come bollette, ricevute, scontrini per acquisto acqua, fatture per filtri o riparazioni, foto e video con data e ora».
Intanto, da fonti comunali, puntualizzano che le turbolenze nell’erogazione dell’acqua sono dovute ai lavori effettuati e sono conseguenti alla movimentazione dei residui presenti nella tubazione. I cittadini, nei giorni scorsi, erano stati comunque avvisati della possibilità che si potesse verificare il fenomeno. Piano piano – concludono da Palazzo Venneri – la situazione sta tornando alla normalità, anche se, dopo il primo intervento già concluso, oggi, giovedì, ne è previsto un altro.
Maria Scorpiniti (“Il Quotidiano del Sud – L’AltraVoce 12.03.2026)

