L’allerta ha raggiunto i massimi livelli, esondano i fiumi Trionto e Fiumarella. Tratto in salvo un uomo rimasto isolato. Fango, detriti e tanta paura
MIRTO CROSIA – Il maltempo che ha colpito il Basso Jonio cosentino per l’intera giornata di ieri, ha messo in ginocchio in particolare il territorio di Mirto Crosia dove, per le forti piogge (quasi 200 millimetri in poche ore), sono esondati i fiumi Trionto e Fiumarella, causando allagamenti di strade e terreni e mettendo a rischio le abitazioni in diverse zone. Traffico bloccato per ore sulla SS106, già a partire da Pietrapaola e Calopezzati, con diverse attività chiuse per la difficoltà di molte persone a raggiungere il posto di lavoro.
La sindaca di Crosia, Maria Teresa Aiello, ha dichiarato ufficialmente l’allerta massima e ha invitato i concittadini a non uscire di casa se non per necessità, Sempre ieri mattina, in via precauzionale, ha emanato l’ordinanza n.20, con cui, oltre a dichiarare l’allerta, ha disposto l’immediata evacuazione delle abitazioni nelle aree più a rischio, quelle cioè ubicate in prossimità di fiumi, torrenti e corsi d’acqua. Sono state diverse le famiglie che hanno dovuto lasciare in fretta le loro case, mettendosi al sicuro in base alle indicazioni delle autorità, con divieto assoluto di rimanere negli immobili situati nelle aree a rischio fino a che non cesserà l’emergenza. Al momento di andare in stampa, la situazione meteorologica non accenna a migliorare, mentre cresce la paura per un’altra notte di pioggia battente.
L’ordinanza sindacale è stata infatti emanata proprio in vista di un peggioramento del meteo, che potrebbe provocare un ulteriore innalzamento dei livelli idrometrici e nuovi allagamenti. Intanto, sono stati attivati il Centro Operativo Comunale, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le altre forze dell’ordine e la polizia locale, impegnati nel monitoraggio, soccorso e assistenza alla popolazione.
Un’altra gravissima emergenza, che ha destato molta paura e preoccupazione tra la popolazione, è stato il crollo del costone della collina nei pressi di via San Francesco di Paola, vicinissima al noto santuario mariano della Madonna della Pietà, meta di pellegrini e devoti. Il tutto nel giro di pochi minuti. Il distacco improvviso del costone ha trascinato a valle fango e detriti, invadendo garage, cantine, appartamenti a piano terra, strade interpoderali. Sui social circolano immagini e video che danno un’idea della gravità della situazione, accompagnati da commenti di cittadini e da foto di volontari che spalano fango, cercando di recuperare oggetti, effetti personali, nel vano tentativo di salvare il salvabile.
Anche nel centro storico di Crosia sono state evacuate circa 80 persone a causa di una frana nei pressi delle case popolari. Le richieste di soccorso sono ancora tantissime, giunte da tutto il territorio. La sindaca Aiello, per fronteggiare adeguatamente l’emergenza, ha chiesto rinforzi da Crotone e il supporto del Modulo di Contrasto al Rischio Acquatico. Anche gli enti regionali e i mezzi comunali hanno garantito sostegno alle operazioni. Le autorità stanno comunque monitorando costantemente la situazione, valutando l’evoluzione meteorologica, pronti a ulteriori interventi per la sicurezza della popolazione.
Il Vescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise, ha espresso solidarietà alle comunità colpite del Basso Jonio cosentino, manifestando la vicinanza della chiesa diocesana e invitando a non perdere la speranza e a contare sulla solidarietà della Chiesa e della comunità intera. La Caritas Diocesana, diretta da don Claudio Cipolla, si è già attivata per offrire aiuto concreto a chi si trova in difficoltà.
Nel pomeriggio di ieri è stato raggiunto e tratto in salvo un uomo in contrada Fossa, rimasto isolato a causa dell’allagamento dell’area e bisognoso di cure mediche. L’uomo è stato affidato al personale del 118 per il successivo trasferimento in ospedale.
Gli allagamenti di ieri impongono a chi di dovere di verificare i punti deboli di un territorio fragilissimo, a forte rischio idrogeologico, che non può permettersi un disastro di tale portata, le cui conseguenze negative ricadranno per anni sul tessuto economico e sociale delle comunità colpite.
Maria Scorpiniti (Il Quotidiano – L’AltraVoce mercoledì 18 marzo 2026)


