martedì, Maggio 12, 2026
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CALCIO A 5 – SERIE C1 – LA SPORTIVA CARIATESE A CITTANOVA: «PICCHIATI E PENALIZZATI»

Due giocatori aggrediti prima dell’inizio della partita. I Dirigenti del Cittanova prendono le distanze dall’autore della violenza

CARIATI – Un trauma all’orecchio sinistro, con acufeni e cefalea. Prognosi: 10 giorni. Questa la diagnosi effettuata dal personale sanitario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Cariati a cui si è rivolto un giocatore de La Sportiva Cariatese, picchiato sabato scorso a Cittanova prima della partita di Calcio a 5 – Serie C1 insieme ad un altro collega calciatore. A rendersi responsabile della violenza sarebbe stato un calciatore esperto di 44 anni del Cittanova, che si è avvicinato al 21enne cariatese sferrandogli un brutto schiaffo all’altezza dell’orecchio sinistro, tale da causargli uno stordimento che non gli ha più consentito di prendere parte alla gara. Non solo. Lo stesso avrebbe aggredito anche un altro giocatore della Cariatese, appena diciottenne, il quale ha riportato lesioni dietro la testa, mentre alcuni dirigenti si sarebbero lasciati andare ad aggressioni verbali, ridimensionandosi solo quando hanno capito che i cariatesi avevano chiamato le forze dell’ordine.

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«Gli animi erano accesi e ha prevalso la violenza, gli arbitri però non hanno visto nulla. – denunciano con grande amarezza da La Sportiva Cariatese – È inaccettabile che nel 2026 accadano ancora episodi del genere, si fanno chilometri per andare a giocare e poi si subiscono soprusi di ogni tipo. Il sistema è marcio e in tanti fanno finta di non vedere».

I dirigenti di Cariati ricostruiscono nel dettaglio la cronaca di una giornata da dimenticare. Partiti con la squadra alla volta di Cittanova per la penultima giornata del massimo campionato regionale di calcio a 5, serie C1, hanno capito subito che i padroni di casa erano intenzionati a vincere per la salvezza. La Sportiva Cariatese, invece, puntava alla vittoria per entrare nei play-off.

La violenza è avvenuta durante il riscaldamento, prima della partita che sarebbe poi iniziata col piede sbagliato, con una squadra (la Cariatese) dimezzata e la paura di ulteriori ripercussioni. I dirigenti di Cariati, a questo punto, erano intenzionati a non giocare più e a tornarsene a casa, ma il presidente e i dirigenti del Cittanova, scusandosi per l’increscioso episodio, alla presenza della polizia hanno garantito che non sarebbe accaduto più nulla e che quel loro giocatore, distinto con la maglia numero 23, non avrebbe giocato nemmeno un secondo. La gara è iniziata dunque con quasi 30 minuti di ritardo e senza il giocatore infortunato all’orecchio, considerato il migliore della squadra, che non ce l’ha fatta a prendervi parte.

La narrazione dei dirigenti di Cariati continua: «A mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato il duo arbitrale: nel secondo tempo, sul 4-3 per i padroni di casa, toglie il secondo cartellino giallo a Tirabasso; in inferiorità numerica, i Cittanovesi si portano sul 5-3. Passano pochi minuti –  ricordano ancora – e un altro cartellino regalo verso l’altro argentino, Arpe, consente nuovamente ai padroni di casa di trovarsi in superiorità numerica e di portarsi facilmente sul 6-3. Mancano ancora 10’ effettivi, con una gara ormai falsata sia per i giocatori indisponibili sia per le espulsioni, e decidiamo di far trascorrere questi minuti in un monotono giro palla, mentre i padroni di casa – concludono – assistono a testa bassa, in attesa del fischio finale».

Al termine della tormentata partita, il Cittanova è quasi salvo, a discapito di un’altra squadra costretta ai play-out, mentre la Cariatese ora rischia di non partecipare ai play-off perché, oltre alla sconfitta, deve fare i conti con le sanzioni disciplinari nei confronti dei giocatori più rappresentativi.

Bisogna dare atto che anche dopo il fischio finale dell’arbitro – puntualizzano dalla Cariatese – la dirigenza del Cittanova si è scusata in tutti i modi, facendo addirittura arrivare delle pizze e prendendo le distanze dal quel singolo giocatore. Una magra consolazione. Resta l’amaro in bocca per il fatto che, nel 2026, ancora accadano simili episodi di violenza che nulla hanno a vedere con i valori di pace, rispetto e amicizia di cui, fin dall’epoca dei Greci, lo sport è veicolo fondamentale. M. S.

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