MANDATORICCIO – E’ iniziato alle ore 16 lo spoglio del ballottaggio, dal quale uscirà il nuovo sindaco di Mandatoriccio. Ieri, domenica, e fino alle ore 15 di oggi i cittadini si sono recati alle urne per scegliere chi dovrà amministrare il centro collinare nei prossimi cinque anni, dopo che al primo turno di 15 giorni fa la lista “Nuova Alba” con candidata a sindaco Teresa Villella, e la lista avevrsaria “Uniti per Mandatoriccio”, con candidato primo cittadino, avevano chiuso in parità assoluta: 852 voti a testa.
Al ballottaggio si è registrato un afflusso maggiore dei votanti. Il 24 e 25 maggio, infatti, su 3319 aventi diritto, si sono recati ai seggi 1734 elettori (il 52,24%). Al secondo turno, la percentuale è lievitata al 55,23%, con 1833 mandatoriccesi che hanno esercitato il loro diritto al voto. Più nel dettaglio: nella sezione n.1 i votanti sono stati 670; nella sezione n.2, invece, 525; nella sezione n.3 (alla Marina di Mandatoriccio) hanno votato 638 residenti.
C’è molta attesa in queste ore, non solo a Mandatoriccio, ma in tutto il territorio, dopo il pareggio scientifico a sopresa del primo turno e dopo una campagna elettorale vivace e senza esclusione di colpi. Nell’ipotesi, remota, di una nuova parità, sarà proclamato sindaco il candidato più anziano di età, in questo caso Cataldo Iozzi.
Iozzi possiede una consolidata esperienza come ragioniere presso il Comune di Mandatoriccio e, con la sua squadra, si propone come la stabilità in un periodo di incertezze politiche. Punta sui giovani, che hanno coniato con lui il motto “Tradizione che guarda avanti” ad indicare un rinnovato slancio, idee fresche e soluzioni concrete per un futuro migliore.
Anche la Villella, prima candidata donna alla carica di sindaco nella storia di Mandatoriccio, pone al centro i giovani che dovranno entrare nei processi decisionali da cui ora sono esclusi. Conosciuta per il suo lavoro di medico presso l’ospedale di Cariati e nell’Asp, vorrebbe guidare la comunità che al momento vive nella divisione. Essere la prima donna candidata a sindaco non è un vanto – ha affermato – ma un’assunzione di responsabilità e una svolta rispetto alle gestioni fallimentari del passato.
MARIA SCORPINITI

