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CROSIA – VICENDA “CITTÀ PULITA”: «GIÀ PRESENTATO RICORSO IN APPELLO»

La sindaca sulla sentenza che condanna il Comune a pagare oltre un milione di euro in favore della Cooperativa che gestiva la raccolta dei rifiuti. Aiello: «La vicenda ereditata risale ai tempi del sindaco Antonio Russo»

CROSIA – La sentenza del Tribunale Ordinario di Castrovillari – Sezione Civile, che condanna il Comune di Crosia al pagamento di oltre 1 milione di euro per ingiustificato arricchimento nei confronti della Cooperativa “Città pulita Soc. Coop arl” non è definitiva. La vicenda è ancora aperta, riguarda fatti risalenti a molti anni prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione a guida Maria Teresa Aiello, che ha già presentato ricorso in appello.

Questa la posizione dell’amministrazione comunale, dopo la diffusione della notizia sulla recente sentenza emessa dal Tribunale di Castrovillari in favore della Cooperativa che, dieci anni or sono, aveva l’appalto della raccolta dei rifiuti solidi urbani, rappresentata in giudizio dagli avvocati Francesco Nicoletti e Manuela Serembe. L‘Amministrazione, nel fare chiarezza sulla vicenda, invita alla prudenza e rassicura i cittadini sul fatto che la decisione del giudice non è definitiva. La sentenza emessa è stata già impugnata, ora dovrà pronunciarsi la Corte d’Appello. Il Comune, inoltre, chiarisce che la vicenda risale a quando l’ente era guidato dal sindaco Antonio Russo e che nel 2024, al momento dell’insediamento della Giunta Aiello, la causa era già in corso da tempo. Un contenzioso ereditato dalla precedente amministrazione, dunque, che gli attuali amministratori stanno cercando di affrontare con prudenza, a tutela degli interessi del Comune e della collettività.

Ricordiamo che la sindaca Maria Teresa Aiello ha ereditato anche un ente in dissesto finanziario e che le somme oggetto del contenzioso saranno, eventualmente, di competenza dell’Organismo Straordinario di Liquidazione (Osl).

In ultimo, l’amministrazione Aiello informa di aver nominato un nuovo legale a difesa dell’Ente, sostituendo quello precedente che, all’epoca dei fatti, ricopriva il ruolo di consigliere di maggioranza e oggi siede tra gli scranni della minoranza. Nel frattempo, per cercare di risolvere al meglio il contenzioso e tutelare gli interessi della collettività, il Comune ha intrapreso la strada del confronto con i vertici della cooperativa Città Pulita.

Ricordiamo che il Tribunale di Castrovillari ha emesso la sentenza al termine dell’escussione di molteplici testimoni, addotti sia dalla Cooperativa e sia dal Comune. Dalle testimonianze, è emerso il diritto di Città Pulita di ottenere il giusto indennizzo nei confronti dell’Ente, pronunciandosi sul ricorso, in accoglimento delle richieste formulate dagli avvocati incaricati dalla cooperativa, Nicoletti e Serembe, e condannando il Comune di Crosia al pagamento della somma di oltre 1 milione di euro a titolo di ingiustificato arricchimento, ritenendo provato (ex art. 2041 codice civile) il depauperamento della società cooperativa e il contestuale arricchimento della pubblica amministrazione, avendo la stessa fornito un servizio in favore del Comune che non è stato pagato.

MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud” 23 giugno 2026)

 

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