Nell’ambito della cerimonia di consegna dei camici bianchi ai 22 nuovi volontari ospedalieri. Ferigo: “Un ospedale senza umanità è come un matrimonio senza amore”
CARIATI – Un saturimetro pediatrico per il nuovo pronto soccorso di Cariati. È il dono dell’Associazione Volontari Ospedalieri (Avo) di Cariati, consegnato nelle mani del dottor Sinibaldo Iemboli, responsabile dell’importante servizio di emergenza urgenza che sarà ufficialmente operativo per fine giugno. Nei giorni scorsi, infatti, l’Asp di Cosenza ha deliberato la trasformazione dell’attuale Punto di Primo Intervento in Pronto Soccorso ed ha pubblicato un avviso urgente per reperire medici, infermieri e Oss da destinare sia al pronto soccorso di Cariati, sia al nuovo reparto di Medicina.
La cerimonia di consegna del saturimetro è avvenuta nella cappella dell’ospedale di Cariati, al termine della messa celebrata dal cappellano ospedaliero don Angelo Bennardis, il quale ha ricordato il valore evangelico della gratuità e di un servizio prestato a fianco di chi soffre. Nell’ambito della stessa celebrazione, si è svolto un altro momento emozionante e significativo, organizzato da Rachele Russo, coordinatrice Avo del presidio ospedaliero di Cariati, e da Danilo Ferigo, responsabile Avo per Rossano e Cariati: la consegna dei camici bianchi ai 22 nuovi volontari ospedalieri che, nei mesi scorsi, hanno concluso il corso di formazione.
Danilo Ferigo, nel dare il benvenuto nella famiglia avolina ai nuovi volontari, ha rimarcato l’importanza del dono nel contesto ecclesiale e i valori cristiani alla base del servizio: «Di fronte ad un mondo sempre meno sensibile ai problemi degli altri – ha affermato – la vostra scelta è un dovere cristiano al quale nessuno dovrebbe sottrarsi. In questo particolare momento storico, non si può rimanere alla finestra a guardare, ma bisogna avere un ruolo da protagonisti. I nostri volontari – ha continuato – interpretano la vita come dono, nella logica cristiana dell’amore di Dio verso i fratelli perché la salute non appartiene alla sola Medicina, è un complesso interdisciplinare che coinvolge il mondo della cultura, della famiglia, della scuola e della chiesa».
Il dottor Ferigo ha invitato le parrocchie a non attendere i malati in chiesa, ma ad incontrarli negli ospedali, nei centri per tossicodipendenze, nelle case, nelle strutture sociali. «Un ospedale senza umanità – ha concluso – è come un matrimonio senza amore e chi soffre ha bisogno di una parola di conforto, di sentirsi amato, di qualcuno con cui parlare, di una presenza che diventa aiuto nella difficoltà e dona speranza».
L’Associazione Volontari Ospedalieri è una importante realtà presente dal 2006 all’interno del locale ospedale Vittorio Cosentino, presso la Rsa pubblica medicalizzata e nel Giannettasio di Corigliano Rossano. È un’associazione vicina ogni giorno a chi soffre e affianca il lavoro dei sanitari nell’accoglienza e nell’ascolto dei pazienti, in particolare di quelli più soli.
Una presenza ancora più preziosa in quello che dovrà essere la configurazione dell’ospedale di Zona Disagiata di Cariati, secondo gli impegni presi sia dal governatore Roberto Occhiuto che dal commissario Asp Vitaliano De Salazar: entro il 30 giugno la fine dei lavori strutturali, a luglio l’avvio delle attività assistenziali essenziali, dei ricoveri di Medicina Generale, di emergenza-urgenza e del presidio di Primo Intervento; il 30 settembre 2026, saranno aperte le sale operatorie.
MARIA SCORPINITI (Il Quotidiano – L’AltraVoce 27 giugno 2026)



