martedì, Agosto 11, 2026
No menu items!
HomeNewsAttualitàL’ACCOGLIENZA COME INVESTIMENTO PER IL FUTURO. A CARIATI LA GIORNATA MONDIALE DEL...

L’ACCOGLIENZA COME INVESTIMENTO PER IL FUTURO. A CARIATI LA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Le storie dei migranti raccontate attraverso l’arte e le testimonianze nel corso dell’evento “Radici nel domani”, organizzato da Sai e Prog-36 Sarepta per Minori stranieri non accompagnati

CARIATI – In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, presso l’ex Seminario Vescovile di Cariati, sede del Centro di accoglienza per Minori stranieri non accompagnati (Mnsna), lo scorso 8 luglio si è svolto un interessante evento dal tema “Radici nel domani”, dedicato alla riflessione, all’incontro e alla valorizzazione delle storie di migrazioni attraverso l’arte. Organizzato dal progetto Sai del Comune di Cariati, gestito dalla cooperativa sociale Agorà Kroton, e da Prog-36 Sarepta per Minori stranieri non accompagnati, con enti gestori le cooperative sociali M.ifa e Fo.Co., erano presenti i beneficiari dei due Centri con gli operatori; Assunta Scorpiniti,  direttrice del Civico Museo di Cariati con il quale da tempo queste due realtà collaborano in maniera intensa per la valorizzazione sociale e umana dei beneficiari.

In apertura Emanuela Graziani,  responsabile del Sai di Cariati, che ha coordinato l’incontro, ha messo in evidenza il coinvolgimento degli operatori che si occupano di accoglienza nelle storie e nelle vite dei beneficiari, sottolineando che questo non è un lavoro come un altro, ma una scelta di vita da parte di chi crede profondamente in ciò che si fa. Sono poi intervenuti: l’educatrice del Prog-36 Graziella Falbo; Alda Montesanto, presidente del Consiglio Comunale di Cariati; Gregorio Mungari Cotruzzolà, presidente di Agorà Kroton; Pino De Lucia, fondatore Agorà, Ibrahima Deme Diop, coordinatore Prog. 36 Cariati; Mouhammadou Saliou, ex Msna e autore del libro “L’avventura degli africani neri per l’Europa”.

Pino De Lucia ha ricordato l’impegno storico di Agorà Kroton da quando in Italia ancora non si parlava di accoglienza e ha raccontato la storia di successo di un immigrato africano, Mohammed, che come tanti ha avuto l’opportunità di studiare, formarsi, trovare lavoro stabile e formare una famiglia.

Ibrahima ha narrato la storia di Mohammadou e ciò che ha voluto esprimere nel suo libro, scritto come forma di aiuto a tanti giovani minori che partono con la speranza di arrivare in Italia. Nel suo discorso, ha chiesto un impegno alle istituzioni, a collaborare di più nell’accoglienza per offrire un futuro a tutti quelli che arrivano. Sono seguite le testimonianze di integrazione dello stesso Mohammadou e di Sukaina, mediatrice culturale. Infine Gregorio Mungari Cotruzzolà ha parlato dell’importanza dell’accoglienza, dei programmi di integrazione e del percorso che ha portato Agorà Kroton a gestire dal 2017 lo Sprar di Cariati, oggi Centro Sai.

Per rendere meglio il racconto di chi lascia la propria terra e comprendere l’importanza di costruire comunità ancora più accoglienti, è stato scelto il linguaggio dell’arte. A cominciare dall’opera pittorica “Radici nel domani” dell’artista Mauro Benvenuto, simbolica della Giornata. Il dipinto si impone come una riflessione visiva intensa sul fenomeno migratorio contemporaneo, un viaggio fisico e interiore, dal mare aperto alla terra, alla ricerca di un posto nel mondo. Le figure che avanzano dalla barca, cariche di storie e di speranza, hanno un destino comune ed il diritto di esistere sulla tela come nel mondo.

In esposizione: la mostra dei lavori realizzati dai ragazzi del progetto Sarepta (30 a Cariati e 20 a Cosenza) e le opere “Volti di Donna” dei beneficiari Sai del Comune di Crotone. Un altro momento emozionante e coinvolgente, il laboratorio condiviso di uncinetto dedicato al progetto “La Coperta di Yusuf”, nato a Lampedusa dal gesto di una donna che, durante il funerale di un bambino di sei mesi morto in un naufragio nel Mediterraneo, avvolse la madre con uno scialle fatto a mano. Da quel gesto, è nata l’iniziativa di unire tanti piccoli quadrati di lana all’uncinetto in grandi coperte, simbolo di cura e di comunità, a cui i partecipanti alla serata hanno aggiunto il proprio contributo.

«Momenti come questo – dichiara Cotruzzolà, presidente di Agorà Kroton  – sono occasioni per rilanciare politiche di accoglienza e inclusione che il nostro tempo chiede con urgenza. Un’accoglienza fatta di quotidianità, relazioni, lavoro paziente. Politiche che non guardano solo al benessere dei beneficiari, ma che diventano leva di rilancio per i territori, perché una comunità che accoglie è più viva, coesa, con una migliore qualità della vita per tutti. L’accoglienza non è un costo: è un investimento sul futuro dei nostri paesi».

MARIA SCORPINITI

 

 

ARTICOLI AFFINI

ARTICOLI SUGGERITI