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CARIATI – CONSEGNATE LE BORSE DI STUDIO IN MEMORIA DI VALERIA FERRARI

Agli studenti liceali Aurora Via e Domenico Coppola. La cerimonia lo scorso 23 luglio sul lungomare

CARIATI – Ad un anno di distanza dalla prematura scomparsa di Valeria Ferrari, lo scorso 23 luglio, giorno del suo compleanno, la comunità di Cariati si è ritrovata con i familiari e gli amici davanti alla Madonnina dei Pescatori, sul lungomare, per ricordare con emozione la giovane e  consegnare nel suo nome una borsa di studio a due studenti meritevoli del locale Liceo Scientifico “Stefano Patrizi”.

Il riconoscimento, alla presenza della dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Sara Giulia Aiello, è andato ad Aurora Via della classe 5ªA e a Domenico Coppola della classe 5ªB del Liceo cariatese, che quest’anno hanno conseguito la maturità rispettivamente con la votazione 100 e 100 e Lode.

Un’iniziativa nata tra i colleghi del Caf Acli di Bologna, dove la giovane lavorava, sostenuta dalla famiglia e dal collega e compagno di vita di Valeria, Stefano Montini, presente alla cerimonia. «Questi due studenti hanno incarnato in pieno lo spirito del premio – affermano gli amici del Caf di Bologna – con i loro percorsi lineari, brillanti, senza una battuta d’arresto, una condotta impeccabile e un senso civico maturo. Due esempi limpidi di ciò che questa iniziativa vuole sostenere; a loro affidiamo una responsabilità grande: portare avanti un modello di impegno sociale in linea con lo spirito delle Acli e con ciò che Valeria rappresentava».

Valeria Ferrari non aveva nemmeno 40 anni quando, a causa di una malattia rara, la sindrome emofagocitica, ha lasciato questo mondo, tra il dolore e lo sgomento dei familiari, degli amici e dei colleghi di Bologna, la città in cui lavorava e viveva con il compagno.

«A poche settimane dal tragico evento – ricordano i colleghi – abbiamo sentito che non bastava custodire una memoria destinata a sbiadirsi. Serviva qualcosa di vivo, tangibile, capace di generare futuro». E così ha preso forma l’idea della Borsa di Studio, con la prima edizione, destinata a ripetersi. «Vogliamo che l’iniziativa, fondata su un’idea semplice e nobile, diventi duratura – continuano – allo scopo di far crescere i giovani di Cariati, la sua terra, valorizzandone l’impegno civile e la voglia di costruire.  Siamo sicuri che Valeria avrebbe approvato, perché lei era così: bella, caparbia, accogliente, schietta. Odiava le ingiustizie – concludono – e credeva nella meritocrazia, quella vera, quella che non si proclama ma si pratica».

Un’idea pienamente condivisa dalla famiglia e da Stefano, con la scelta di investire sui giovani della scuola che la stessa Valeria aveva frequentato, e di premiare chi, nell’anno della maturità, si è distinto per profitto, impegno sociale e desiderio di proseguire gli studi.

La manifestazione è stata voluta anche dal professore dell’IIS Antonio Caruso, da Santino Mariano, coordinatore dell’Educazione fisica presso l’Atp di Crotone e rappresentante delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani), da Simone Zucca e Filippo Diaco del Caf Bologna. Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Cariati Cataldo Minò; don Angelo Bennardis, parroco di Santa Maria delle Grazie; Simone Zucca, datore di lavoro di Valeria, e Stefano Montini.

Da segnalare, nei mesi scorsi, un’altra iniziativa meritoria della famiglia, che è riuscita a trasformare il dolore e la sofferenza in solidarietà: una raccolta fondi a sostegno della ricerca scientifica e della Fondazione Policlinico Sant’Orsola, per aiutare concretamente chi, come Valeria, si trova ad affrontare il difficile percorso della malattia.

MARIA SCORPINITI

 

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