«Silenzio istituzionale»: la sollecitazione del consigliere Amodeo. La replica di Giudiceandrea: «Non c’è una frequenza temporale stabilita per l’assise»
CALOPEZZATI – Nel piccolo centro ionico di Calopezzati, l’assise civica non si riunisce da oltre otto mesi. La mancata convocazione e il silenzio istituzionale sarebbero indici di un vuoto democratico che non può essere ignorato e che non sta bene al consigliere di minoranza Mario Amodeo. Un periodo di tempo straordinariamente lungo – dice – che configura un’anomalia istituzionale grave e senza precedenti recenti nella vita democratica del Comune. Il Consiglio comunale – ricorda Amodeo – non è un organismo accessorio, né un passaggio formale dell’amministrazione, ma la sede primaria della rappresentanza democratica, il luogo in cui si esercitano il confronto pubblico, il controllo politico-amministrativo e la trasparenza delle decisioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini.
La sua prolungata inattività non è dunque un problema procedurale, ma un vuoto democratico, poiché viene meno – sempre secondo Amodeo – uno dei pilastri fondamentali della democrazia, e cioè il diritto dei cittadini a essere rappresentati, informati e coinvolti nelle scelte che riguardano la gestione della cosa pubblica.
In questi otto mesi – a dire del consigliere di minoranza – non sono state fornite spiegazioni chiare ai cittadini sul perché non si è sentita l’esigenza di riunire il civico consesso, in cui le difficoltà vengono affrontate attraverso il confronto e dove si assumono responsabilmente le decisioni politiche nell’interesse della collettività. Sospendere il funzionamento del Consiglio – continua – significa ridurre gli spazi di controllo democratico, annullare il dibattito pubblico e allontanare sempre più le istituzioni dai cittadini. Un silenzio che alimenterebbe sfiducia e disorientamento – incalza – e si rischia una “pericolosa normalizzazione” dell’eccezione che crea un precedente da non minimizzare.
«Come consigliere comunale – aggiunge Mario Amodeo – ho un mandato ricevuto dai cittadini che mi impone di vigilare sul corretto funzionamento delle istituzioni e di denunciare, con senso di responsabilità, ogni situazione che ne comprometta la legittimità e l’efficacia. Non lo faccio per logiche di contrapposizione politica o interessi di parte. È un richiamo fermo al rispetto delle regole democratiche, del ruolo del Consiglio comunale e del principio fondamentale della rappresentanza». Infine, chiede che l’assise torni a riunirsi senza ulteriori ritardi e che il sindaco Antonello Giudiceandrea fornisca spiegazioni pubbliche sull’assenza prolungata e ristabilisca la piena funzionalità dell’organo consiliare.
Nel frattempo, apprendiamo che il Primo cittadino di Calopezzati ha già programmato la prossima seduta del civico consesso per il 5 febbraio. Sulla mancata convocazione dei Consigli in questi otto mesi, Antonello Giudiceandrea puntualizza che non ci sono numeri di Consigli o intervalli stabiliti per tenerli. Da quanto si apprende, il Consiglio comunale non ha una frequenza temporale rigida imposta per legge, ma viene convocato secondo le necessità, garantendo le sessioni ordinarie obbligatorie per il bilancio di previsione e il rendiconto.
MARIA SCORPINITI (Il Quoridiano – L’Altravoce 29 gennaio 2026)

