Al Museo Civico una serata tra testimonianze ed emozioni
CARIATI – Una sala convegni gremita, quella del Civico Museo, ha ospitato sabato scorso la celebrazione dei primi 20 anni di presenza a Cariati dell’Associazione Volontari Ospedalieri. Un traguardo importante che racconta una storia fatta di ascolto, vicinanza e gratuità, vissuta ogni giorno nelle corsie dell’ospedale “Vittorio Cosentino”. A fare gli onori di casa Rachele Russo, referente della sezione locale Avo e organizzatrice dell’evento intitolato “Venti anni della nostra storia”. Nel suo intervento ha ricordato il senso profondo del volontariato ospedaliero: «I nostri volontari entrano nelle stanze di degenza in punta di piedi, con umiltà, per offrire ascolto e vicinanza a chi, in un preciso momento della vita, si trova ad affrontare, a volte da solo, la malattia».
Una missione che nel tempo si è estesa dai reparti di degenza fino al Pronto Soccorso, diventando un punto di riferimento per pazienti, famiglie e personale sanitario. Ad aprire la serata, presentata da Sabrina Ascione – che ha anche regalato al pubblico alcuni brani a tema con la sua splendida voce – i saluti istituzionali della direttrice del Museo, Assunta Scorpiniti, e della presidente del Consiglio Comunale, Alda Montesanto. La manifestazione si è poi trasformata in un vero viaggio tra arte, musica e poesia. Sul palco si sono alternati il giovane cantautore e musicista Federico Lobello, il poeta Rocco Taliano Grasso con una intensa declamazione del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, e i contributi poetici di Gennaro Madera, Elena Gigliotti e Rossella Graziano.
Applausi anche per coreografie delle allieve della scuola di ballo “Soul Dance” e per la performance teatrale della Compagnia Arte e Spettacolo “Nella Ciccopiedi”. Tra i momenti più toccanti, la testimonianza di Liberata Santoro, giovane mamma donatrice del suo cordone ombelicale che, con il suo gesto, ha salvato la vita di un bambino francese, e l’intervento di Danilo Ferigo, presidente e fondatore dell’Avo per gli ospedali di Rossano e Cariati, che ha invitato i volontari a essere «esempio di vita con un sorriso che non si spegne, dono d’amore verso i sofferenti».
A chiudere la serata, l’intervento della direttrice sanitaria dello Spoke Corigliano Rossano e degli ospedali di Cariati e Acri, Maria Pompea Bernardi, che ha sottolineato il ruolo fondamentale dei volontari soprattutto per gli anziani soli: «Spesso i parenti per motivi di lavoro non possono prendersi cura di loro. Per questo sono nati gli Ospedali e le Case di Comunità dove i pazienti vengono riabilitati dopo il ricovero, prima di fare ritorno a casa. In tutti questi servizi, i volontari sono gli angeli custodi, non solo dei pazienti, ma anche del direttore del presidio. Spero che molte altre persone, vedendo la loro opera, possano entrare a far parte di questa meravigliosa associazione». Una serata che ha celebrato non solo un anniversario, ma un modello di cittadinanza attiva che da vent’anni rende Cariati più umana e solidale.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud” 1 novembre 2026)






