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CARIATI – DA LUNEDÌ SCORSO I RICOVERI NEL REPARTO DI MEDICINA

CARIATI – DA LUNEDÌ SCORSO I RICOVERI NEL REPARTO DI MEDICINA

L’Unità operativa diretta dalla dottoressa Maria Pia Salerno dispone di 20 i posti letto per acuti. Minò: «È solo l’inizio»

CARIATI – Ci sono voluti 16 anni di attesa e una lunga mobilitazione popolare. Da lunedì 2 novembre sono iniziati i primi ricoveri nel nuovo reparto di Medicina Generale dell’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati. L’Unità operativa complessa, attivata ufficialmente in ottobre e collocata al secondo piano del presidio, dispone di 20 posti letto per acuti. A guidarla è la dottoressa Maria Pia Salerno, in collegamento con lo spoke di Corigliano-Rossano, sotto la direzione sanitaria della dottoressa Maria Pompea Bernardi. Si tratta di un passaggio decisivo dopo l’inserimento del presidio nella rete ospedaliera regionale come ospedale di zona disagiata, voluto dal governatore Roberto Occhiuto, e dopo l’attivazione del Pronto Soccorso nei mesi scorsi.

La riapertura riporta l’assistenza ospedaliera in un territorio – il Basso Jonio cosentino e l’Alto Crotonese – colpito nel 2010 dal Piano di Rientro targato Scopelliti, che in Calabria cancellò ben 18 ospedali.

Chiudere il Vittorio Cosentino è stato un errore – aveva ammesso Occhiuto in campagna elettorale, impegnandosi alla riapertura. Promessa mantenuta con il Dca n. 360 del 20 novembre 2024, frutto anche del pressing dei comitati dei cittadini che, in piena pandemia, avevano occupato in maniera permanente un’ala dell’ospedale, attirando l’attenzione mediatica nazionale sulla negazione del diritto alla salute.

Il complesso percorso che ha portato alla riattivazione di Medicina e del Pronto Soccorso, ma anche alla recente apertura dell’Ospedale di Comunità e della Casa di Comunità con fondi Pnrr, è stato seguito con attenzione dal sindaco Cataldo Minò, dal gruppo Le Lampare, in testa nella lunga mobilitazione, e dal sindacato Nursind. Per Minò, riportare nel Vittorio Cosentino i servizi essenziali è solo l’inizio: occorre creare le condizioni perché il presidio recuperi progressivamente il ruolo territoriale che gli compete, fatto non solo di professionalità e cure, ma soprattutto di attenzione verso le persone più fragili.

Resta il nodo del personale. Al momento, il reparto dispone di medici cubani precedentemente in servizio nella Rsa medicalizzata del primo piano del “Cosentino” e di un altro medico che prestava servizio in pronto soccorso. Da quanto si è appreso, nei prossimi mesi nella Rsa dovranno andare in pensione alcuni dirigenti medici, per cui sarebbe necessario – affermano gli addetti ai lavori – che l’Asp provveda per tempo al fine di non rischiare interruzioni dell’importante servizio territoriale.

MARIA SCORPINITI

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