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CARIATI – «NESSUNA INERZIA, NOMINATO LEGALE»

Il processo sul presunto disastro ambientale di Scala Coeli. Il Comune replica a Le Lampare:  «Prima di contestare, verificate gli atti. L’avvocato Celeste, nominato per la costituzione di parte civile, era presente alla prima udienza»

CARIATI – «Non comprendiamo su quali elementi si fondi la ricostruzione diffusa da Le Lampare. Prima di parlare di inerzia dell’Amministrazione comunale, sarebbe stato sufficiente verificare gli atti». E gli atti certificano che il Comune di Cariati si è attivato per la costituzione in giudizio nel processo sul presunto disastro ambientale a seguito di un’ingente fuoriuscita di percolato dalla discarica di Scala Coeli, avvenuta il 22 giugno 2023. L’incarico è stato conferito all’avvocato Leonardo Celeste, presente alla prima udienza dei giorni scorsi, al contrario di quanto sostenuto dal gruppo di opposizione.

La precisazione è dell’assessore al contenzioso Francesco Cicciù, il quale dichiara che, in attuazione degli indirizzi assunti dall’Ente, sarà proprio l’avvocato Celeste a seguire la costituzione di parte civile nel procedimento per conto del Comune di Cariati, smentendo l’affermazione secondo cui la Giunta non avrebbe nominato alcun legale e avrebbe omesso di dare seguito alla volontà espressa dal Consiglio comunale. «Parliamo di una materia tecnica – spiega l’assessore Cicciù – nella quale occorre distinguere gli indirizzi politici dagli adempimenti propri del procedimento giudiziario. L’Amministrazione si è affidata a un professionista, incaricato di curare gli interessi dell’Ente nella sede competente, per cui non è vero che il Comune non ha fatto nulla; gli atti, consultabili da chiunque, dimostrano il contrario».

Il gruppo Lampare, in una nota, nei giorni scorsi aveva accusato il Comune della mancata costituzione di parte civile, nonostante gli impegni assunti, al contrario di Legambiente Nicà, regionale e nazionale, del Comune di Scala Coeli e di quello di Crucoli, presenti nella prima udienza davanti al Gup del Tribunale di Castrovillari. «Il Consiglio Comunale di Cariati del 29 gennaio 2025, all’unanimità dei voti – ricordavano nella nota dal gruppo di opposizione – ha deliberato di dare mandato alla Giunta per l’assunzione di iniziative tendenti a sollecitare la revoca da parte della Regione Calabria dell’autorizzazione Aia 4180 del 201O e, di conseguenza, la revoca del Decreto n. 14284 del 20 novembre 2011 che autorizzava la discarica in località Pipino di Scala Coeli all’ampliamento delle proprie attività per quel che concerne i rifiuti non pericolosi, nonché a costituirsi parte civile nell’instaurando processo penale».

Nonostante le successive sollecitazioni – aggiungevano – la Giunta non ha nominato un legale, rimarcando un’altra assenza che pesa, quella della Regione Calabria, che avrebbe già dovuto revocare l’autorizzazione, chiudere definitivamente la discarica e predisporre la bonifica con il ripristino dei luoghi. Nelle indagini preliminari coloro che vivono questi territori sono stati indicati come persone offese – concludevano dal gruppo Lampare – e la mancata costituzione di Cariati rischia di lasciare scoperti gli interessi delle comunità che hanno subito danni ambientali, economici e d’immagine.

Per l’assessore Cicciù, chiedere conto delle scelte dell’Amministrazione su una questione così importante è legittimo per  un gruppo di opposizione, ma non si può accettare una contestazione sulla presunta mancata adozione di un provvedimento senza prima aver verificato gli atti. Anche a parere del sindaco Minò, non serve costruire polemiche e scontri politici su una vicenda delicata come quella della discarica di Scala Coeli che richiede invece serietà, senso di responsabilità e atti concreti. «Il Comune di Cariati ha fatto la propria parte e continuerà a farla – precisa il Primo cittadino – nell’interesse della comunità e nelle sedi istituzionali e giudiziarie competenti. Rispetto a quanto affermato da “Le Lampare” – conclude – mi preme chiarire che fare opposizione è un diritto, ma prima di rivolgere accuse all’Amministrazione, sarebbe doveroso verificare la documentazione». Minò assicura, infine, l’attenzione massima sulla vicenda.

(MARIA SCORPINITI – Il Quotidiano del Sud 20.09.26)

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