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CARIATI – OSPEDALE, RIAPRE IL REPARTO DI MEDICINA CON 20 POSTI LETTO

Riattivato a distanza di 16 anni dalla chiusura, dopo il pronto soccorso. I ricoveri a partire dal 1° ottobre. Attivati anche la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità. Minò ringrazia Occhiuto: «Ha mantenuto la promessa»

CARIATI – Buone notizie per la sanità del Basso Jonio cosentino e dell’Alto Crotonese. A partire dal prossimo 1° ottobre sarà operativo, presso l’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati, il nuovo reparto di Medicina con 20 posti letto. L’ufficialità è arrivata con la delibera del commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, la n. 1255 del 16 settembre, che ha istituito l’Unità Operativa Complessa di Medicina Generale presso l’ospedale di Zona Disagiata di Cariati, in attuazione di quanto previsto dal Dca n. 360 del 20 novembre 2024. La delibera stabilisce, inoltre, l’avvio delle attività della nuova Unità Operativa a partire dal 1° ottobre 2026.

Si tratta di un risultato molto atteso dalla comunità cariatese e da tutto il territorio, dopo anni di lotta che hanno visto scendere in piazza cittadini e associazioni, compresa l’occupazione di un’ala dell’ospedale in piena pandemia. La riapertura del reparto di Medicina è un passaggio fondamentale nel rafforzamento del diritto alla salute e nel percorso di rilancio del “Vittorio Cosentino”, ingiustamente chiuso nelle sue funzioni ospedaliere nel 2010 in base al Piano di Rientro regionale.

Un traguardo atteso da 16 anni – dichiara il sindaco Cataldo Minò – e una promessa mantenuta da parte del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. La riapertura della Medicina Generale – per il Primo cittadino – rappresenta una pagina storica per la comunità e restituisce ai cittadini un servizio sanitario fondamentale in un territorio che ha bisogno di presìdi e servizi vicini alle persone.

Minò ringrazia quindi il presidente Occhiuto che aveva assunto con lui, il 29 maggio 2023, l’impegno di restituire a Cariati il proprio ospedale e ha mantenuto la promessa, nonostante le difficoltà e la complessità del percorso. Oggi quell’impegno diventa un atto concreto. «Il mio ringraziamento va anche – aggiunge – a tutti coloro che, a vario titolo, hanno lavorato e si sono impegnati per raggiungere questo risultato: alla Regione Calabria, al direttore sanitario Maria Pompea Bernardi, all’ingegnere Antonio Capristo e a quanti hanno contribuito, ciascuno per la propria parte, a rendere possibile questo importante passo».

La deliberazione Asp certifica, nel dettaglio, che sono stati individuati e adeguati i locali destinati al reparto, al secondo piano dell’Ospedale, e l’avvio delle procedure per l’acquisizione degli arredi e delle attrezzature essenziali. Sono in corso le procedure necessarie al reclutamento del personale medico e del comparto.

Per il sindaco Minò, l’apertura di Medicina, che arriva a distanza di qualche mese dall’apertura del nuovo Pronto soccorso, non è il punto di arrivo, ma dimostra che quando istituzioni e territorio lavorano nella stessa direzione, anche obiettivi che sembravano lontanissimi possono diventare realtà. Per Cariati è il ritorno di uno dei reparti chiusi nel 2010, e un rafforzamento della presenza ospedaliera e una risposta concreta ai bisogni di salute della comunità e dell’intero territorio.

Ma c’è di più. In queste settimane, nel Vittorio Cosentino, sono stati attivati altri importanti servizi sanitari territoriali: la Casa di Comunità, al terzo piano dell’ala nuova, e l’Ospedale di Comunità, al terzo piano del vecchio nosocomio, realizzati con i fondi del Pnrr “Missione 6 Salute”. I due servizi sono tra i 35 presidi territoriali del cosentino presentati la settimana scorsa in conferenza stampa dall’Asp di Cosenza e da rappresentano una svolta alla sanità di prossimità. Il loro compito, oltre a dare risposte sanitarie all’utenza, è anche quello di alleggerire il carico dei pronto soccorso e dei reparti, trattando anche i cosiddetti “codici bianchi” sul territorio.

L’ospedale di Comunità di Cariati si presenta come un reparto moderno, dotato di stanze di degenza, di una palestra attrezzatissima e di un ecografo di ultima generazione; per raggiungere la piena operatività, si attende l’arrivo di nuovo personale infermieristico e dei professionisti della riabilitazione, che andranno ad aggiungersi alle figure già assunte e operative. È una struttura sanitaria di ricovero dell’Assistenza Territoriale, con 20 posti letto, che svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, per evitare, appunto, ricoveri ospedalieri impropri. Favorisce, inoltre, dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell’autonomia più prossimi al domicilio.

Per quanto riguarda la Casa di Comunità, questa già funziona con gli specialisti ambulatoriali e il coinvolgimento, a turno, dei medici di medicina generale, in base alla convenzione stipulata dagli stessi con l’Asp. I medici sono affiancati dal personale socio – sanitario. (MARIA SCORPINITI)

 

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