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PRESENTATO A CARIATI L’OSPEDALE DI COMUNITÀ

Il servizio territoriale  di prossimità al terzo piano del “Cosentino”. Attesi per ottobre i 20 posti letto di Medicina Generale

CARIATI – Si è svolto giovedì scorso, nel reparto che ospita il nuovo Ospedale di Comunità, al terzo piano del nosocomio Vittorio Cosentino di Cariati, un importante incontro di presentazione del servizio di prossimità, attivato da qualche settimana e realizzato con i fondi Pnrr. Ad illustrare le finalità e l’organizzazione di un servizio che, insieme alla Casa di Comunità già operativa, va a rafforzare la sanità territoriale, è stato il dottore Gaetano Cucinotta, da anni dirigente medico nella Rsa medicalizzata dello stesso “Cosentino”. Presenti all’incontro: il sindaco Cataldo Minò, il vicesindaco Maria Crescente, i medici di medicina generale, l’intera équipe sanitaria del nuovo OdC, alcuni pazienti e i rappresentanti del movimento Le Lampare.

Con l’apertura dei nuovi servizi di prossimità, l’offerta sanitaria del Vittorio Cosentino prende forma. La medicina territoriale, così concepita, andrà ad affiancare la nuova configurazione del presidio voluta dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, quella cioè di Ospedale di Zona Disagiata, reinserito a pieno titolo nella rete ospedaliera regionale dopo l’ingiusta chiusura delle sue funzioni ospedaliere operata nel 2010. Nel nuovo sistema integrato di sanità pubblica, l’Ospedale di Comunità e la Casa di Comunità) sono indispensabili per una presa in carico effettiva dei pazienti e per la prevenzione.

Nel nosocomio di Cariati, in parallelo, è in atto il rafforzamento dei servizi ospedalieri e per l’emergenza urgenza, che mei mesi scorsi ha visto la trasformazione del Punto di Primo Intervento in Pronto Soccorso e vedrà, per ottobre, l’apertura del nuovissimo reparto di Medicina Generale con 20 posti letto per acuti. Un rafforzamento che sta toccando anche altri servizi essenziali, mai dismessi, che necessitano di essere ulteriormente potenziati di personale, come il Laboratorio analisi e il reparto Radiologia dotato di strumenti di diagnostica di ultima generazione.

Ricordiamo che nel Vittorio Cosentino sono funzionanti altri due reparti di eccellenza, la Rsa medicalizzata con 20 posti letto e la Dialisi, oltre i servizi distrettuali con gli specialisti ambulatoriali, il Consultorio familiare, l’équipe socio – sanitaria  e la medicina preventiva.

Il movimento Le Lampare, in testa nella lunga mobilitazione popolare che ha portato alla riapertura dell’ospedale, nel ringraziare i sanitari per l’invito all’incontro, ricorda che l’imminente  apertura del reparto di Medicina è un passaggio decisivo per la reale riattivazione del nosocomio cariatese. L’attenzione, tuttavia, rimane alta affinché tutto ciò che prevede la legge istitutiva degli Ospedali di Zona disagiata venga realizzato, senza più ritardi o compromessi al ribasso.

All’interno del “Vittorio Cosentino”, la Casa di Comunità è situata al terzo piano dell’ala nuova, mentre l’Ospedale di Comunità è al terzo piano del vecchio ospedale. Entrambi i servizi, tra i 35 presidi territoriali aperti in provincia dall’Asp di Cosenza, rappresentano una svolta alla sanità di prossimità. Realizzati con i fondi del Pnrr “Missione 6 Salute”, hanno lo scopo di dare risposte sanitarie all’utenza sul territorio e di alleggerire il carico dei pronto soccorso e dei reparti, trattando anche i cosiddetti “codici bianchi”.

A Cariati, nello specifico, l’Ospedale di Comunità si presenta come un moderno reparto dell’Assistenza Territoriale, dotato di stanze di degenza, di una palestra attrezzatissima e di un ecografo di ultima generazione; si attende l’arrivo di altro personale dedicato che andrà ad aggiungersi alle figure già presenti. È una struttura di ricovero con 20 posti letto, che svolge una funzione intermedia per evitare ricoveri  impropri. Favorisce, inoltre, dimissioni protette in luoghi più idonei rispetto al domicilio, la stabilizzazione clinica del paziente, il suo recupero funzionale e dell’autonomia.

La Casa di Comunità è già funzionante con gli specialisti ambulatoriali e il coinvolgimento, a turno, dei medici di medicina generale che hanno stipulato una convenzione con l’Asp, affiancati dal personale socio – sanitario in servizio nel Distretto cariatese.

MARIA SCORPINITI “Il Quotidiano del Sud – 26 settembre 2026)

 

 

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