Cariatese di 34 anni, dirigente dell’Ausl di Reggio Emilia, è stato eletto alla guida della Simccp
CARIATI – Un cariatese alla guida della Società Italiana di Medicina di Comunità e Cure Primarie (Simccp). È il dottor Vincenzo Lavecchia, 34 anni, dirigente medico in Organizzazione dei Servizi Sanitari di Base presso l’Ausl Irccs di Reggio Emilia.Nato a Cariati, Lavecchia si è trasferito all’età di 9 anni a Reggio Emilia con la famiglia – papà Giuseppe, mamma Antonietta Scorpiniti e la sorella Maria Rita – dove ha compiuto gli studi, laureandosi brillantemente in Medicina e Chirurgia e specializzandosi in Medicina di Comunità e Cure Primarie. La sua elezione, avvenuta nel corso dell’ultimo congresso nazionale, rappresenta un prestigioso riconoscimento non solo per l’Ausl reggiana, ma per l’intero sistema delle Cure Primarie italiane e per le capacità professionali del giovane medico, da tempo impegnato fino alle massime istituzioni, con diverse audizioni in Commissione Sanità al Senato, nella promozione del valore sociale della medicina di prossimità.
Già vicepresidente della stessa Società, Lavecchia è stato tra gli autori del documento Agenas, redatto in collaborazione con la Simccp, che detta le linee di indirizzo per il lavoro in équipe, fondamentale per la prevenzione e la presa in carico dei pazienti cronici e fragili. Un modello incarnato dalle Case di Comunità dell’Emilia, prese ad esempio anche in altre regioni, Calabria compresa.
«Un prestigioso attestato di stima e motivo di grande orgoglio per la nostra Azienda – ha dichiarato il direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia, Davide Fornaciari – per un professionista che ha contribuito in modo significativo all’innovazione organizzativa e allo sviluppo della medicina territoriale». Una carriera contraddistinta da progetti d’avanguardia: dalla riorganizzazione della Continuità Assistenziale all’istituzione della Centrale Cure Non Urgenti, dallo sviluppo dei Centri di Assistenza e Urgenza (Cau), con particolare riferimento alla Casa della Comunità Reggio Ovest, all’attivazione dei Nuclei di Assistenza Territoriale (Nat) tra il 2022 e il 2025, fino al coordinamento delle Usca durante l’emergenza Covid-19. Un legame forte, quello con la sua terra d’origine, in cui periodicamente ritorna. Lo scorso giugno il professionista è intervenuto come esperto Agenas al corso di formazione sulle Case di Comunità promosso dall’Asp di Vibo Valentia, e a settembre ha partecipato a un’analoga iniziativa dell’Asp di Cosenza.
In quell’occasione, ha fatto visita ai parenti a Cariati e ha voluto vedere da vicino la nuova Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità del presidio “Vittorio Cosentino”, attivati con fondi Pnrr nell’ambito del più ampio progetto di riqualificazione che ha visto anche la riapertura del Pronto Soccorso e della Medicina Generale. Un’esperienza che lo ha colpito positivamente e che conferma come il modello di medicina territoriale che ha contribuito a costruire in Emilia stia prendendo forma anche in Calabria.
MARIA SCORPINITI

