Revocata in anticipo la misura dei domiciliari
CORIGLIANO ROSSANO – Flavio Stasi da oggi torna ad essere un uomo libero e può riprendere a pieno titolo le sue funzioni di sindaco di Corigliano-Rossano. La Giudice per le indagini preliminari di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, la stessa che, nell’ambito dell’operazione Ginestra della DDA, aveva firmato l’ordinanza del 28 ottobre scorso che lo aveva posto agli arresti domiciliari, dopo l’interrogatorio di garanzia di lunedì scorso ha revocato la misura cautelare, in anticipo rispetto all’udienza del riesame fissata per il prossimo 10 novembre.
Per Stasi è la fine di un incubo lungo otto giorni, un motivo di festa dopo «momenti brutti, di sofferenza profonda per il fatto di essere stato accostato a determinate cose», come egli stesso ha affermato, ricordando di aver sentito forte, in questi giorni difficili, la fiducia, la solidarietà e l’abbraccio della sua gente e di tutta la Calabria.
«Sono contento di questa presa di posizione d’ufficio del Gip, segno che la fiducia riposta nella giustizia è stata ripagata» – ha dichiarato a caldo. Stasi, difeso dagli avvocati Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli, è stato accusato di un presunto accordo elettorale in occasione delle amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 con l’imprenditore Vincenzo Curia e il presunto contabile del clan di RossanoAnnibale Matalone, anche loro raggiunti dalla misura cautelare, oggi revocata.
Fondamentali, nella decisione del Gip, le tesi avanzate da Stasi e dai suoi legali, ma anche le dichiarazioni rese da Curia, il quale ha affermato di aver millantato una vicinanza con l’allora candidato sindaco e di essersene vantato con Matalone per far credere di essere un intermediario influente, capace di ottenere presunti benefici in caso di vittoria. Cosa non vera – ha ammesso Curia du fronte al Gip.
Flavio Stasi, durante l’interrogatorio di lunedì scorso, ha dichiarato di non conoscere affatto Annibale Matalone e di avere avuto con Vincenzo Curia solo contatti legati all’attività lavorativa che questo svolge nel settore delle onoranze funebri, avvalorando le sue tesi nella sua dettagliata memoria difensiva con atti e documenti, e dimostrando concretamente come tutta la sua attività amministrativa sia stata sempre improntata alla legalità e alla lotta contro i tentativi di infiltrazioni criminali nell’ente che gli sono costati intimidazioni, minacce e mesi di controllo sotto scorta.
Con la revoca della misura restrittiva, per Flavio Stasi si chiude un periodo difficile sia sotto l’aspetto personale che politico. Il procedimento, attualmente nella fase delle indagini preliminari, seguirà tuttavia il suo corso. Per lui, come per gli altri soggetti coinvolti nella stessa operazione, vale il principio della presunzione d’innocenza garantito dalla costituzione, fino al terzo grado di giudizio.
MARIA SCORPINITI

