La candidatura di Tridico ha convinto gli attivisti del movimento “1000 Papaveri Rossi”. Il collettivo: «È una luce che squarcia le tenebre della politica calabrese»
BOCCHIGLIERO – Si erano ripromessi che non sarebbero più andati a votare, dopo l’eclatante raccolta delle tessere elettorali in una bara, da loro promossa nella piazza del paese. Invece hanno colto la candidatura di Pasquale Tridico alla Presidenza della Regione Calabria come un’opportunità che la Calabria non può lasciarsi scappare. Si tratta degli attivisti del movimento “1000 Papaveri Rossi”, nato a Bocchigliero lo scorso 25 aprile su iniziativa di un gruppo di giovani per dire no alle promesse e chiedere alla politica impegni e interventi concreti. Il collettivo, lo scorso 1° maggio, aveva organizzato una singolare manifestazione durante la quale residenti del comune montano hanno riposto in una bara messa al centro della piazza principale le tessere elettorali e le licenze commerciali, invitando gli altri Comuni della Sila Greca e dell’area ionica a fare lo stesso.
Ora dicono di aver cambiato idea dopo aver conosciuto la storia di Tridico, un esempio di riscatto sociale. Il candidato governatore – sottolineano da “1000 Papaveri Rossi” – è un uomo qualunque, proveniente da un’umile famiglia calabrese, che grazie al suo impegno è riuscito a diventare professore universitario e un’economista di fama internazionale. Ha ricoperto un ruolo apicale nell’amministrazione dello Stato, guidando il più grande istituto di previdenza sociale d’Europa, l’Inps. «Nessuno può dimenticare – affermano dal collettivo – che ne divenne presidente nel periodo drammatico della pandemia, quando l’Istituto fu chiamato dal Governo a gestire gli interventi di soccorso alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese. Pasquale Tridico è una luce che squarcia le tenebre della politica calabrese – continuano – è uno di noi, figlio di questa terra. Merita il nostro rispetto e il nostro sostegno».
Nei giorni scorsi, i componenti di “1000 Papaveri Rossi” lo hanno incontrato nella loro sede, in Piazza del Popolo, insieme alla deputata Vittoria Baldino, ai candidati consiglieri del M5S Davide Tavernise e Concetta Cuparo, e agli attivisti de Le Lampare di Cariati. Con loro hanno discusso dei problemi che vivono le aree interne della Calabria e delle infrastrutture di cui Bocchigliero avrebbe bisogno per uscire dall’isolamento.
«I nostri ospiti non si aspettavano di trovare a Bocchigliero un museo del cinema, riconosciuto dal Ministero della Cultura – proseguono – in cui vengono custodite le pellicole più antiche della Calabria». Un territorio con potenzialità enormi, finora trascurate, che con Tridico alla guida della Regione potrebbe diventare – a loro dire – il motore del cambiamento di cui la Calabria ha bisogno per uscire dallo spopolamento.
A Bocchigliero, come in tanti piccoli comuni dell’entroterra calabrese, la popolazione invecchia, i giovani emigrano, le attività economiche muoiono e i servizi essenziali, come sanità e scuole, vengono tagliati. Il collettivo non chiede assistenzialismo, ma investimenti pubblici e una visione strategica e lungimirante, che preveda un piano straordinario di assunzioni nel settore forestale per la tutela di 670.968 ettari di bosco. Un’attività essenziale per la cura e la difesa delle aree boschive, svolta in passato dagli operai forestali, e indispensabile per l’economia del paese. La montagna è la più grande infrastruttura verde dei paesi interni, una risorsa da salvaguardare che permetterebbe a tanti giovani di restare e di dare una speranza di futuro a questi centri interni ricchi di storia e di cultura.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano – L’AltraVoce – 3 ottobre 2025)

