Tre dei suoi e i quattro della minoranza sarebbero pronti dimettersi mentre la sindaca è a Roma. Forza Italia frena. Almeno per il momento
CROSIA – Potrebbe essere giunta ad un passo dal capolinea l’amministrazione comunale a guida Maria Teresa Aiello, nella cui maggioranza sembra essersi aperta una crisi profonda. Nell’ambiente politico cittadino, si parla dell’ipotesi di dimissioni da parte di tre dei suoi, figure apicali che sarebbero intenzionati a sfiduciare la prima cittadina davanti al notaio, insieme ai consiglieri di minoranza Massimiliano Morello (Cambiavento) e Francesco Russo, Gemma Cavallo, Graziella Guido di Forza Italia. Una mossa che avrebbe causato lo scioglimento immediato del Consiglio Comunale e l’arrivo del Commissario Prefettizio fino a nuove elezioni. Ancora manca l’ufficialità, ma da più parte si fanno i nomi dei tre “dissidenti”: il vicesindaco Giovanni De Vico, la presidente del Consiglio comunale Teresa Blefari e il consigliere Antonio Graziani, vicino all’ex consigliere regionale pentastellato Davide Tavernise. Basterebbero, infatti, le dimissioni in massa di 7 consiglieri su 12 per mandare a casa l’amministrazione Aiello.
E tutto questo mentre la Prima cittadina di Crosia si trova a Roma in ospedale per assistere il marito che ha subito un intervento chirurgico. Da quanto si apprende, il tentativo di scioglimento anticipato dell’assise non è andato in porto (almeno per il momento), in quanto i tre consiglieri di Forza Italia si sono fermati, decidendo di non sottoscrivere l’atto, in considerazione della delicata situazione familiare che sta vivendo la sindaca. Insomma, non è proprio il momento opportuno.
Quanto accaduto nelle ultime ore a Crosia apre scenari inediti, dal retroscena politico emerge chiara una frattura profonda all’interno della maggioranza, forse difficile da sanare. Al momento, non si conoscono le motivazioni che avrebbero portato De Vico, Blefari e Graziani a desiderare di staccare la spina all’amministrazione di Maria Teresa Aiello, dopo averne condiviso il programma elettorale e contribuito alla vittoria. I cittadini di Crosia e dell’intero territorio sono disorientati e attendono con ansia gli sviluppi della vicenda, al momento solo sospesa, anche perché non ci sono dichiarazioni ufficiali dei presunti fuoriusciti dalla maggioranza.
Dal canto suo, da Roma, la sindaca affida ad un lungo post apparso sulla pagina facebook le sue considerazioni sulla possibilità che alcuni esponenti della maggioranza, insieme ai rappresentanti dell’opposizione, potessero recarsi da un notaio per mettere fine anticipatamente alla sua esperienza amministrativa. Parla di una deriva fatta di rancori personali e condanna la scelta di colpire quando “l’altro è più fragile”.
Ringrazia poi una donna dell’opposizione (che in molti ritengono sia Gemma Cavallo) che avrebbe impedito al piano di diventare realtà. Il messaggio che passa – secondo Aiello – è quello di una politica che rifugge il confronto e colpisce l’altro in un momento di fragilità. «Voglio credere che qualcuno si sia fermato a riflettere – scrive Aiello – che ci sia stato un momento in cui ci si è chiesti se fosse giusto, se fosse umano, se fosse rispettoso delle istituzioni e delle persone approfittare di una situazione così delicata. E se così è stato, quella riflessione ha avuto un volto e una voce, quella di donna dell’opposizione che, con sensibilità e senso del limite, avrebbe impedito che tutto ciò si trasformasse in un atto compiuto. Per questo sento di doverla ringraziare sinceramente».
Aiello condanna quindi chi preferisce muoversi nell’ombra, lontano dalla luce del dibattito democratico, trascinandosi dietro rancori personali, vecchi fallimenti mai elaborati, in una spasmodica ricerca di ruoli e incarichi che nulla ha a che vedere con il bene della comunità. Nel ricordare di non essere legata alla poltrona, si rimette nelle mani della sua maggioranza con l’impegno di aprire una riflessione profonda, non più rinviabile.
«Alla mia comunità dico che continuerò a svolgere il mio ruolo mettendo al centro le persone – conclude la sindaca Aiello – anche quando questo comporta fragilità, dolore, esposizione personale; chiedo pertanto alla politica di tornare a essere luogo di rispetto, verità e coraggio, e non di manovre silenziose».
MARIA SCORRPINITI

