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CARIATI – “CARTELLE PAZZE” NOTIFICATE PER ERRORE A OTTAVIANO (NA)

Il Comune smentisce ogni coinvolgimento: un errore informatico della medesima concessionaria che gestisce la riscossione. Le Lampare: «Necessari controlli preventivi»

CARIATI – C’è stato un errore tecnico alla base delle cartelle esattoriali per richieste di pagamenti Imu 2017 e Tari 2019, giunte nelle case di diversi contribuenti di Ottaviano (Napoli) con l’intestazione “Comune di Cariati”. Un caso che, insieme ad altre criticità, rivela i limiti di una riscossione locale affidata da anni ad una società concessionaria esterna, la Ige – Italia Gestioni Esattoriali S.p.a.

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I cittadini partenopei, all’arrivo delle “cartelle pazze”, si sono rivolti subito all’associazione per la Difesa Consumatori e Contribuenti che, tramite l’avvocato Cristiano Ceriello, ha chiesto l’annullamento degli atti con l’ipotesi, in alcuni casi, di ricorrere alla Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Cosenza.

A chiarire nei dettagli quando accaduto è il Comune di Cariati, che smentisce ogni coinvolgimento nella vicenda erroneamente associata all’Ente, balzata sui social nei giorni scorsi. Dalle verifiche effettuate dall’Ufficio Tributi e dal concessionario Ige – spiega il responsabile comunale dell’Area Finanziaria, Bruno Morise Guarascio, anche in risposta alla richiesta ufficiale di informazioni avanzata dai consiglieri della minoranza “Le Lampare” – è emerso che gli atti notificati ai cittadini di Ottaviano non sono in alcun modo riferibili al Comune di Cariati. La società Ige gestisce servizi di riscossione per numerosi enti locali sul territorio nazionale, tra cui i Comuni di Cariati e Ottaviano. Nel corso delle verifiche, è stato quindi accertato che in alcuni atti destinati ai contribuenti di Ottaviano c’è stato un errore materiale di natura informatica che ha comportato l’erronea indicazione della dicitura “Comune di Cariati (CS)” nell’intestazione di alcuni documenti.

Si tratta di un errore circoscritto esclusivamente alla parte testuale dell’intestazione – puntualizza il dottor Guarascio – mentre tutti gli altri dati contenuti negli atti, compresi quelli catastali, le annualità di riferimento e soprattutto le modalità di pagamento, risultano correttamente riferiti al Comune di Ottaviano. Non esiste nessuna commistione tra banche dati, flussi finanziari o attività di riscossione dei due enti, né alcun collegamento con il bilancio o l’anagrafe tributaria del Comune di Cariati.

Dalle precisazione di Guarascio, la vicenda appare dunque riconducibile a una errata interpretazione dovuta alla coincidenza del medesimo concessionario operante in territori diversi. L’amministrazione comunale a guida Minò ribadisce la piena regolarità della propria attività amministrativa e la correttezza delle procedure di riscossione, dichiarandosi disponibile al confronto istituzionale e alla massima trasparenza.

Dopo i chiarimenti, il gruppo “Le Lampare” sottolinea che tale situazione avrebbe danneggiato l’immagine dell’ente. «Stiamo ricevendo telefonate da colleghi e tecnici dei Comuni vicini – afferma – che si chiedono come si possa essere così superficiali. Quello che è emerso in questi giorni – incalzano dalla minoranza – ha solo evidenziato un problema che denunciamo da anni: basta invii indiscriminati di ingiunzioni e solleciti alla cittadinanza. A Cariati – continuano – sono centinaia le lamentele di persone che ricevono richieste anche dopo aver pagato, costrette ad andare in ufficio per “rimettere a posto” situazioni che dovrebbero essere verificabili a monte attraverso una banca dati e i dovuti controlli». Vi sarebbero pure casi – a loro dire – di lettere identiche inviate a più persone dello stesso nucleo familiare, con spese che si moltiplicano, soldi per avvocati, tempo perso, rabbia, inutili contenziosi. Concludono: «Noi continueremo a fare quello che qualcuno non sopporta: chiedere atti, controllare e pretendere chiarezza». M.S.

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