Sono 15 anni che cittadini e residenti protestano
PIETRAPAOLA – A quasi un mese dall’ispezione di Arpacal, Polizia Locale e Carabinieri, effettuata nella notte tra l’8 ed il 9 agosto scorsi, e dopo un’altra estate trascorsa tra musica notturna e riposo compromesso, i cittadini vogliono sapere l’esito dell’ispezione. Le verifiche hanno avuto lo scopo di accertare presunte violazioni sulle norme che regolamentano l’inquinamento acustico in un’attività di Pietrapaola Mare, località Camigliano, denominata Copacabana, al centro da quasi quindici anni delle proteste di residenti, turisti e ospiti.
I cittadini vogliono sapere, in particolare, se i limiti acustici sono stati rispettati o superati, se l’attività esercitata corrisponde a quella autorizzata e se sono state formulate contestazioni, poiché, dopo anni di segnalazioni, il silenzio delle istituzioni rischia di diventare esso stesso parte del problema.
Chiedono chiarezza sulla natura effettiva dell’attività rispetto ai titoli rilasciati, dato che – rimarcano residenti e villeggianti – negli atti storici la struttura viene individuata come chiosco e se quella qualificazione e le relative autorizzazioni comprendano tutto ciò che viene esercitato, dal momento che lì insiste un’area perimetrata, con tavoli e sedie, somministrazione di alimenti e bevande, intrattenimento e serate che assumono le caratteristiche proprie di un locale danzante. Residenti e villeggianti puntano il dito, in particolare, sul rumore, sulla musica che accompagna l’intera giornata, senza pause, per poi proseguire ad alto volume nelle ore serali e notturne. Soprattutto nei fine settimana, dormire nelle abitazioni circostanti è difficile.
La sequenza delle segnalazioni alle autorità competenti, partita nel lontano 2013, è continuata negli anni senza che – a loro dire – sia cambiato nulla con le diverse amministrazioni comunali che si sono succedute. Tale condizione è diventa pesante, tanto da spingere alcuni proprietari a valutare la vendita delle abitazioni.
Ora che la stagione balneare volge al termine, il timore è che a giugno 2027 ci si ritrovi al punto di partenza. Con la differenza, però, che una verifica c’è stata, per cui è necessario sapere cosa hanno accertato gli organismi intervenuti per capire quali regole dovranno essere rispettate ed evitare di trascorrere un’altra stagione nell’identica contrapposizione tra l’attività economica e chi vive stabilmente o sceglie di soggiornare in quell’area.
Com’è noto, un’impresa deve poter lavorare e governare i flussi, ma dentro un sistema di norme che garantisca e tuteli, allo stesso tempo, chi fa impresa, chi soggiorna e chi abita il territorio, come in altre destinazioni turistiche calabresi, da Praia a Mare a Tortora passando per Tropea. Attrattività, infatti, non significa tollerare qualsiasi forma di intrattenimento. Più cresce una destinazione, maggiore deve essere la qualità delle regole che ne disciplinano l’utilizzo.
La costa di Pietrapaola, inoltre, si affaccia sulle Dune di Camigliano, per cui non può esserci una Calabria che investe sulla tutela del proprio patrimonio naturalistico e, pochi metri più in là, una Calabria nella quale per quindici anni non si riesce a chiudere una controversia su autorizzazioni, rumore e rispetto delle regole. Se tutto è conforme, i cittadini hanno diritto di saperlo.
M.S.

