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CARIATI – SAN CATALDO TORNA A SPLENDERE: CONCLUSO IL RESTAURO DELLA CHIESA

Riapre al culto uno dei luoghi simbolo della religiosità cariatese. Restaurati tetto, sagrestia e interni con un intervento da 50mila euro. Don Gaetano: «Il sogno di don Rocco Scorpiniti oggi si realizza» e invita i fedeli alla cerimonia di commiato prima del suo trasferimento a Spezzano Albanese

CARIATI – Dopo alcuni mesi di restauro, sabato scorso è stata riaperta al culto dei fedeli la cappella – santuario di San Cataldo, nell’omonima contrada rurale alla marina di Cariati. Un intervento atteso, dal costo di circa 50 mila euro, che ha interessato il tetto, la sagrestia e la tinteggiatura, sia interna che esterna. A tracciare il bilancio dei lavori è stato il parroco don Gaetano Federico nel corso della solenne celebrazione di riapertura alla presenza del vicesindaco Maria Crescente, degli agenti della Polizia municipale e di tantissimi fedeli. Il sacerdote ha sottolineato come il ripristino della chiesa abbia reso il luogo sacro, simbolo dell’identità e della grande devozione dei cariatesi verso il Protettore, più accogliente e dignitoso.

A sollecitare l’urgenza dell’intervento era stato don Rocco Scorpiniti, il sacerdote di Cariati recentemente scomparso, che don Gaetano ha ricordato con affetto, rivolgendo poi un sentito ringraziamento ai tecnici, in particolare all’architetto Pina Straface che ha seguito i lavori, alle maestranze locali che hanno rispettato i tempi di consegna dell’opera.

Accanto ai tecnici, il grazie alla comunità. Al Comitato festa per l’impegno a reperire i fondi, alla Diocesi per il sostegno all’iniziativa, ai singoli fedeli e a quanti hanno contribuito in maniera significativa senza apparire, infine alle volontarie che hanno curato le pulizie finali.

Tra le scelte più significative, l’idea di esaltare l’altare maggiore con l’edicola di San Cataldo, valorizzata da nuovi colori. Un intervento eseguito nel rispetto della storia della chiesa più antica di Cariati, costruita nell’XI secolo – ha precisato il parroco – e dei vincoli imposti dalla Soprintendenza. «Abbiamo fatto le cose più importanti – ha spiegato – ci sarebbero ancora da rifare l’impianto acustico, alcune porte; tuttavia chi entra in chiesa ora può respirare quell’aria di accoglienza e di dignità che passa anche attraverso un luogo decoroso.

Il restauro di San Cataldo segue quello della Cattedrale. Anche lì, con un contributo della Diocesi e altre donazioni, è stato sistemato il tetto della sagrestia e la grande sala che dovrà ospitare l’archivio storico diocesano e la biblioteca. Per il parroco, sono due segni di bellezza che ha voluto consegnare alla comunità al termine del suo servizio a Cariati, prima del suo “trasloco” a Spezzano Albanese.

Infine, don Gaetano ha scoperto la targa marmorea in ricordo dell’evento e ha invitato i fedeli alla messa di domenica prossima, 18 ottobre, in Cattedrale, conclusiva del suo servizio pastorale a Cariati dopo soli tre anni, prima dei canonici nove. Dal 24 ottobre continuerà a svolgere il suo ministero a SS. Pietro e Paolo e Santa Maria del Carmine in Spezzano Albanese, dove sarà anche rettore del santuario Santa Maria delle Grazie.

Al suo posto, l’arcivescovo Maurizio Aloise ha nominato amministratore parrocchiale della Cattedrale e di San Cataldo don George Viju, che a Cariati guida anche la chiesa di Cristo Re; come vicario parrocchiale, invece, è stato incaricato don Onofrio Farinola, attuale amministratore di Santa Maria Assunta di  Bocchigliero.

Don Gaetano Federico è nato a Rossano l’8 giugno 1972; ordinato presbitero nel 1998, per tredici anni ha guidato la parrocchia di Sant’Antonio di Corigliano fino alla sua nomina a Cariati, avvenuta nel 2023. Laureato in Scienze Storiche all’Università della Calabria, diplomato in Archivistica presso l’Archivio Apostolico Vaticano, giornalista pubblicista, è direttore dell’Archivio Storico diocesano e socio della Deputazione della Storia Patria per la Calabria. Ha all’attivo diverse pubblicazioni.

MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud” 13.10.2026)

 

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