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CALOPEZZATI – CONCLUSA LA CAMPAGNA DI INDAGINI ARCHEOLOGICHE NON INVASIVE

Il progetto “Tra terra e mare” del Comune in collaborazione con Legambiente, ha riguardato l’area di Gadice, che potrebbe nascondere i resti di una villa romana

CALOPEZZATI – È partito a Calopezzati l’8 settembre scorso, e si è concluso ieri, 11 settembre, il progetto “Tra terra e mare: archeologia dei paesaggi a Calopezzati”, una campagna di indagini archeologiche non invasive nell’area di Gadice, dove si pensa possano essere nascosti i resti di una villa romana. Il progetto, presentato nella giornata dell’8 settembre in un incontro pubblico dal sindaco Antonello Giudiceandrea, al quale ha preso parte il Circolo Nicà di Legambiente con la vicepresidente Savina Sicilia e la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ha lo scopo di intraprendere un percorso per conoscere, tutelare e valorizzare il patrimonio archeologico, paesaggistico e naturalistico del territorio.

L’incontro è stato un primo passo all’interno del percorso che punta a coinvolgere tutti gli attori del territorio. In questa direzione si inserisce anche il progetto Life TerrAmare di Legambiente nazionale, seguito dal Circolo Nicà – come ha assicurato, collegato da remoto, il presidente dell’associazione ambientalista con sede a Scala Coeli, Nicola Abruzzese – che interesserà anche le dune di Camigliano e i fondali dei territori di Crosia, Mandatoriccio, Pietrapaola e Cariati.

Il progetto – ha affermato Savina Sicilia – mette al centro la conoscenza e la partecipazione; Legambiente darà il suo contributo di competenze, lavorando con cittadini, amministrazioni, università e associazioni allo scopo di trasformare la tutela del patrimonio in un percorso condiviso di valorizzazione del territorio. Nel corso dell’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco Giudiceandrea e il professor Alfonso Santoriello, direttore scientifico, dell’Università agli studi di Salerno.

I referenti del Circolo Nicà hanno ricordato, nell’occasione, che tutto è iniziato nella primavera del 2025 quando, nel corso di una conversazione informale con il presidente Abruzzese, il sindaco Giudiceandre riferì della presenza, nel territorio comunale, di resti riconducibili a una villa romana. Da qui sono partite una serie di ricerche, anche perché molti anni fa la Soprintendenza di Cosenza aveva sottoposto la località a vincolo archeologico. Il 18 agosto 2025 il presidente Abruzzese e il figlio Goriziano, studente di Archeologia e Storia dell’Arte presso l’Università di Perugia, hanno effettuato un sopralluogo in località Gadice, rinvenendo alcuni frammenti di materiale ceramico e altri reperti che hanno ulteriormente alimentato l’interesse per l’area.

Pochi giorni fa, il 24 agosto 2026, il Circolo Nicà, insieme all’Amministrazione comunale, ha organizzato l’evento “Alla scoperta della villa romana di Calopezzati”, che ha riscosso un grande successo e ha suscitato un notevole interesse da parte dei cittadini del territorio. Una settimana dopo, il 30 agosto 2026, lo stesso Circolo ha scritto al Ministero della Cultura, alla Soprintendenza di Cosenza e al Sindaco di Calopezzati, chiedendo un sopralluogo urgente in località Gadice, al fine di verificare quanto emerso nel precedente sopralluogo di Goriziano Abruzzese e nell’evento dello scorso 24 agosto.

«Abbiamo interloquito costantemente con la Soprintendenza di Cosenza – ha affermato il presidente Nicola Abruzzese – con l’obiettivo di individuare le professionalità e le competenze necessarie per effettuare le opportune verifiche sul sito attenzionato. Nel frattempo, lo stesso Abruzzese è stato contattato da Giambattista Pignataro della Fondazione Ampioraggio,  il quale segue da tempo la vicenda che ha suscitato l’interesse del professor Santoriello, il quale, insieme alla sua équipe, ha manifestato l’intenzione di effettuare indagini scientifiche nell’area. Della vicenda si stanno interessando anche il Ministero della Cultura e la Soprintendenza che, con il Comune, lo scorso 8 settembre hanno annunciato l’avvio della campagna di indagini condotte con rigore scientifico e nel pieno rispetto delle competenze degli organi preposti alla tutela del patrimonio archeologico. Qualora la presenza della villa romana venisse confermata, si potrà restituire alla comunità una pagina importante della storia antica di Calopezzati e del territorio.

MARIA SCORPINITI

 

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