La minoranza sui sei tirocinanti non stabilizzati. La sindaca: «Frequenteranno i corsi, poi saranno contrattualizzati»
CROSIA – «Nonostante la resistenza, da parte del Comune, a consegnarci la documentazione richiesta, siamo andati in fondo e oggi possiamo fare chiarezza, documenti alla mano, su quanto accaduto riguardo la mancata stabilizzazione dei Tirocinanti di Inclusione Sociale. La Cosfel, Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali, non ha dato nessun parere negativo alla stabilizzazione, come invece dichiarato dalla sindaca Maria Teresa Aiello». Quello che è scoppiato a Crosia è un vero e proprio “caso Tis” che ha origine il 5 dicembre scorso, quando i lavoratori, sei in tutto, in servizio presso il Comune, hanno ricevuto un avviso di interruzione della loro attività proprio mentre attendevano di essere stabilizzati con fondi regionali.
Della vertenza si sono occupati sin da subito le minoranze Cambiavento e Forza Italia, e i sindacati, ai quali si erano rivolti i lavoratori. La motivazione della mancata stabilizzazione, per come affermato dalla sindaca, stava nel parere negativo di Cosfel, in quanto l’ente versa in uno stato di dissesto finanziario. Un documento che però nessuno aveva avuto in mano e che la stessa Cosfel, su richiesta degli interessati, ha affermato di non aver mai rilasciato.
Tutto questo è stato emerso nella conferenza stampa dello scorso 13 gennaio, organizzata dai capogruppi delle minoranze CambiaVento (Massimiliano Morello) e Forza Italia (Francesco Russo), i quali hanno rimarcato che il parere di Cosfel non è stato affatto richiesto dal Comune di Crosia. «È un fatto gravissimo – ha affermato Russo – una sindaca che parla di un documento che non esiste non è più credibile. Siamo vicini a questi lavoratori che non sono stati tutelati, nonostante gli strumenti messi a disposizione dalla Regione Calabria».
Anche per Morello, capogruppo di Cambiavento, le istituzioni non possono mentire, poiché in questo modo si mina la fiducia dei cittadini nelle stesse istituzioni. E alla richiesta di chiarimento sulla questione nell’ambito di un Consiglio ad hoc, inoltrata dalle minoranze, la convocazione dell’assise è arrivata – a parere dei gruppi consiliari – in notevole ritardo. «Noi a quell’assise non parteciperemo in segno di protesta, anche perché ormai la vicenda è chiara a tutti. – ha sottolineato Massimiliano Morello – In quel Consiglio, Aiello come unico atto dovrebbe rassegnare le sue dimissioni perché ha detto il falso o, in alternativa, auspichiamo che sia la sua stessa maggioranza a sfiduciare sindaca e Giunta».
Amarezza, delusione e rabbia sono emerse nelle parole di Cinzia Calarota, rappresentante dei tirocinanti, che ha ricordato il lavoro svolto negli anni con serietà e la delusione ricevuta nel vedere dai documenti che il Comune non aveva mai chiesto il parere a Cosfel per la stabilizzazione. Calarota ha ricordato le mancate risposte alle richieste di chiarimento: «Alla fine abbiamo chiesto l’accesso agli atti a Cosfel – ha detto – che ci ha risposto direttamente dichiarando che nessuna istanza era stata mai presentata da parte di un sindaco che ha il dovere di amministrare in maniera equa e senza favoritismi».
Intanto, nel sito istituzionale del Comune di Crosia, la sindaca Maria Teresa Aiello e il suo vice Giovanni De Vico vengono ritratti il 13 gennaio scorso con alle spalle la Cittadella Regionale di Catanzaro, dove si sono portati per risolvere una volta per tutte la questione Tirocinanti. «Chiedo scusa – afferma in un video a margine dell’incontro – di aver utilizzato il termine di “parere negativo” al posto di “non approvazione” sulla stabilizzazione dei Tis poiché bisognava avere come requisito la storicizzazione dei fondi da parte della Regione. A Catanzaro abbiamo incontrato il dirigente Varone della Regione – continua – per chiarire gli aspetti della vicenda. Voglio tranquillizzare tutti sul futuro dei lavoratori: la Regione, con delibera n.590 del novembre 2025, ha stabilito che per i circa 1000 tirocinanti sono stati attivati percorsi di politica attiva retribuiti, della durata di sei mesi, al termine dei quali i lavoratori saranno ricollocati. Questo significa che nessuno è rimasto a casa senza stipendio».
La prima cittadina invita infine l’opposizione e gli stessi tirocinanti a fare una battaglia politica corretta e a chiudere definitivamente la vicenda nel prossimo Consiglio del 20 gennaio, unico luogo deputato al confronto politico.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud” 16 gennaio 2026)

