Incontro organizzato dal Rotary Club Rossano Bisantium con il Circolo Culturale
CORIGLIANO ROSSANO – Un viaggio nei complessi problemi del mondo contemporaneo, visti dal punto fisico, biologico e sociale. Questo il tema del convegno organizzato lo scorso 27 marzo dal Rotary Club Rossano Bisantium insieme al Circolo Culturale Rossanese, che si è svolto nel centro storico di Rossano, presso la sede il Circolo presieduto da Antonio Guarascio. In apertura, i saluti dello stesso Guarascio e del presidente Rotary Pasquale Di Vico, seguiti dall’introduzione al tema di Rosario Aloe, socio del Circolo.
La relazione principale su “L’architettura dell’invisibile. La complessità fisica, biologica e sociale” è stata invece tenuta da Giosuè Giovinazzo, socio del Rotary e del Circolo, il quale ha spiegato in maniera chiara ed esaustiva un argomento alquanto complesso. Giovinazzo si è soffermato, in particolare, sulla “danza” degli atomi, delle cellule e delle persone, sottolineando come tutto sia tenuto insieme da leggi fisiche e biologiche che vanno a scontrarsi con una complessità del mondo contemporaneo che sta facendo preoccupare uomini e scienziati. Come il cambiamento climatico, le disuguaglianze economiche, l’automazione e l’intelligenza artificiale che richiedono nuove competenze e azioni internazionali coordinate e sostenibili tra Stati, anche in relazione ai conflitti e alle migrazioni.
Le soluzioni ai problemi, a livello globale – ha spiegato l’ingegnere Giovinazzo – stanno nella capacità di cooperazione tra Stati e dovranno essere necessariamente soluzioni sostenibili per le quali occorre utilizzare le tecnologie a disposizione e creare politiche che promuovano l’equità e la giustizia sociale. Il mondo fisico – ha ribadito ancora – è governato da leggi universali che regolano i fenomeni naturali e gli organismi sono sistemi complessi che emergono dall’interazione tra componenti biologiche, come tra cellule e molecole; le stesse società umane sono sistemi complessi che scaturiscono dall’interazione di individui, di gruppi e di istituzioni. Secondo il relatore, bisogna considerare il limite biologico, poiché l’ambiente non è un deposito di risorse, ma un supporto che definisce i confini entro i quali la vita e l’economia possono esistere. È necessario, per il futuro, cercare un equilibrio tra giustizia e sopravvivenza, in considerazione proprio della complessità sociale che impone di coordinare le molteplici volontà individuali all’interno di limiti fisici e ambientali.



