Ampio confronto di Greco con il commissario Asp. Avviate le procedure per la mobilità di medici, infermieri e oss che vogliono venire a Cariati
CARIATI – In vista dell’imminente riapertura del pronto soccorso, i medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari assunti dall’Asp di Cosenza possono chiedere di essere spostati presso l’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati. L’Azienda Sanitaria, tramite il commissario straordinario Vitaliano De Salazar, ha infatti avviato le procedure di mobilità interna per rimettere in funzione il presidio sanitario chiuso nel 2010 e reinserito, per volontà del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, nella rete regionale come ospedale di zona particolarmente disagiata.
L’annuncio dell’avvio della mobilità è stato dato da Giancarlo Greco, a capo di un Comitato popolare che nelle settimane passate ha messo in scena una protesta proprio davanti l’Ospedale di Cariati, chiedendo di accelerare l’apertura del pronto soccorso, promessa da tempo, i cui lavori sono già ultimati. Greco, che a Cosenza con la sua famiglia gestisce diverse cliniche private convenzionate, lunedì scorso ha incontrato De Salazar (“persona seria”) dal quale ha avuto rassicurazioni circa l’imminente apertura entro fine giugno del pronto soccorso. «Un servizio salvavita indispensabile per tutti gli abitanti di quel territorio – afferma Greco – le rassicurazioni del commissario De Salazar segnano una svolta e noi, come comitato, vigileremo affinché quanto promesso venga realizzato».
Nell’incontro con Greco, il numero uno dell’Asp ha ribadito, in sostanza, gli impegni presi al termine del sopralluogo dello scorso 21 gennaio presso il “Cosentino”: per fine giugno – diceva in quella occasione – apriranno il reparto di Medicina e il nuovo Pronto Soccorso; entro aprile, invece, sarebbe dovuta essere attivata la Casa della Comunità. Dichiarazioni che avevano riacceso la speranza negli abitanti di un vasto comprensorio, dal Basso Jonio cosentino all’Alto Crotonese, che in questi anni si sono visti negare il diritto alla salute e alle cure, con una grave situazione di emergenza, contrassegnata da una carenza di posti letto e degenerata con il Covid, tanto da portare i cittadini, costituitisi in Comitati in lotta, ad una lunga mobilitazione per chiedere con forza la riapertura dell’ospedale.
Tantissimi sit-in, appelli, manifestazioni, persino la lunga occupazione di un’ala dell’ospedale in piena pandemia, hanno portato il presidente Occhiuto, allora anche commissario della sanità calabrese, a riconoscere l’errore fatto nel 2010 e, con il Dca 69 del marzo 2024, ha reinserito Cariati nella rete regionale come ospedale di zona disagiata. In questi due anni, l’Asp ha dotato il nosocomio cariatese di nuovi strumenti diagnostici (Tac, ecografi, mammografo) e avviato i lavori per aprire Medicina e pronto soccorso.
Ora, oltre al personale, De Salazar dovrà riattivare il laboratorio analisi (al momento declassato a punto prelievi), allungandone l’apertura con le reperibilità, come chiesto più volte dal movimento Le Lampare, dato che tale servizio dovrà supportare il pronto soccorso, il reparto di medicina, la Rsa medicalizzata già funzionante, il reparto dialisi e la Casa della Comunità.
Ultimo nodo da sciogliere, l’importante questione elisoccorso: la nuova piattaforma adibita a volo notturno – secondo le dichiarazioni del sindaco Cataldo Minò – verrà realizzata a 100 metri dall’ospedale, non appena il Comune entrerà in possesso del terreno. Da quel momento, l’Asp ha tempo 60 giorni per realizzarla. Attualmente, l’elisoccorso può atterrare solo di giorno, in zona Varco, distante circa 5 chilometri tra andata e ritorno dall’ospedale.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano L’AltraVoce 17 giugno 2026)

