(FOTO: il sopralluogo del commissario Asp Vitaliano De Salazar all’interno dell’ospedale del 21 febbraio 2026)
Il comune ringrazia Occhiuto, Bernardi, Salvati e De Salazar. Lampare e Nursind: «Serve personale»
CARIATI – Manca poco alla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati, prevista per fine giugno, e l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cataldo Minò esprime la sua soddisfazione per l’approvazione della recentissima delibera dell’Asp di Cosenza (la n. 836 del 17 giugno 2026) che dispone la trasformazione dell’attuale Punto di Primo Intervento dell’ospedale in Pronto Soccorso.
«Si tratta di un risultato storico per il territorio – dichiarano gli amministratori del Comune di Cariati – atteso da anni dai cittadini e dalle comunità dell’intero comprensorio ionico, che vedono finalmente rafforzato il diritto alla salute e all’assistenza sanitaria d’emergenza». Un traguardo raggiunto – continuano – grazie alla costante interlocuzione istituzionale sviluppata negli ultimi mesi tra l’Amministrazione comunale e la Regione Calabria, attraverso ripetuti incontri, confronti e scambi con il presidente Roberto Occhiuto, nel corso dei quali è stata più volte rappresentata la necessità di garantire un presidio di emergenza – urgenza adeguato alle esigenze del territorio e della sua popolazione.
Gli amministratori cariatesi ringraziano il governatore Occhiuto per l’impegno assunto e mantenuto, nonostante le numerose difficoltà incontrate lungo il percorso, la direttrice sanitaria Maria Pompea Bernardi, il responsabile del procedimento Sergio Salvati e il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar per il lavoro svolto e la determinazione dimostrata nel raggiungimento dell’importante obiettivo.
«La trasformazione del presidio di Cariati in pronto soccorso – ricordano dal Comune – rappresenta un passo concreto verso il potenziamento della rete sanitaria territoriale e una risposta significativa alle esigenze di sicurezza e tutela della salute dei residenti e delle migliaia di persone che, soprattutto nel periodo estivo, popolano il nostro territorio». L’Amministrazione comunale assicura la sua vigilanza, affinché all’atto seguano gli interventi necessari a garantire un servizio efficiente, stabile e pienamente operativo.
Prima della delibera di ieri, lo scorso 4 giugno la stessa Asp aveva pubblicato una manifestazione di interesse ricognitiva per medici, infermieri e oss che desiderano essere trasferiti presso lo stabilimento sanitario di Cariati. «Senza personale il pronto soccorso non può aprire», sottolineano dal movimento Le Lampare e dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind Cosenza, rimarcando che la delibera di annuncio della trasformazione del punto di primo intervento in pronto soccorso dovrebbe segnare una svolta definitiva per un territorio classificato come “zona disagiata” e che, nel solo 2025, ha registrato oltre undicimila prestazioni.
«La verità – incalzano da Lampare e NurSind – è che non cambierà nulla fino a quando non ci sarà il personale necessario per aprire davvero il pronto soccorso. La stessa delibera, pur riconoscendo che i locali sono stati ampliati e resi idonei agli standard, non dice una parola su medici, infermieri, tecnici, rianimatori e per la diagnostica h24, figure senza le quali un pronto soccorso, un ospedale, rimane un titolo su un foglio».
Lampare e NurSind tacciano la delibera Asp come “tardiva”, arrivata dopo anni di lentezza amministrativa e politica mentre il territorio continua a vivere nell’incertezza. La trasformazione vera avverrà – ribadiscono – solo quando verrà garantito il personale. «Sappiamo bene che il pronto soccorso non si apre con un decreto – concludono – ma quando ci sono medici, infermieri, tecnici e servizi attivi h24». In ultimo, segnalano l’incresciosa situazione dei lavori esterni, con cantieri ancora aperti, aree non completate, accessi non pienamente funzionali. Non proprio consona ad un presidio che si appresta, da qui a breve, a gestire le emergenze.
MARIA SCORPINITI (Il Quotidiano – L’AltraVoce 19 giugno 2026)

