Il volume del giornalista e scrittore Raffaele Iaria, con la prefazione curata dall’arcivescovo di Rossano-Cariati Maurizio Aloise
SCALA COELI – “La Madonna del Carmine. La storia e il culto a Scala Coeli” è il titolo del libro dello scrittore e giornalista della Sala Stampa della Santa Sede, Raffaele Iaria, pubblicato da “Parola di Vita” nella collana Quaderni. Il volume documenta le tradizioni religiose dei piccoli centri dell’entroterra calabrese e in particolare del suo paese natio, Scala Coeli, ricostruendo la storia dell’antica devozione alla Vergine del Carmelo, che come ogni anno si rinnova il 16 luglio nel paese della Sila Greca. Un rituale identitario, inalterato nel tempo, che Iaria colloca però in una visione più ampia, regionale e nazionale, mettendo insieme pietà popolare, memoria e spiritualità carmelitana. Con questa sua ultima fatica, l’autore intende affidare ai posteri la memoria dei piccoli centri, sempre più marginali e a rischio di spopolamento, ma ricchi di tradizioni e devozione.
A curare la prefazione al volume è l’arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise, che sottolinea il coinvolgimento personale, affettivo e spirituale dell’autore. «Nelle sue pagine – scrive il Presule – si avverte la gratitudine filiale di chi, guardando a Maria, trova consolazione, forza e un senso profondo di appartenenza. Come accade a molti figli della nostra terra, anche per Iaria la festa della Madonna del Carmine rappresenta un richiamo identitario, capace di custodire memoria, fede e tradizioni».
Nell’opera, oltre agli elementi che hanno contribuito a consolidare nel tempo una forte devozione, emerge un quadro organico della presenza carmelitana nel territorio, come pure le vicende storiche e le trasformazioni della chiesa. Il cuore del volume ruota attorno alle origini dell’Ordine Carmelitano e alla spiritualità mariana, con una sintesi documentaria sul ruolo di Maria nella tradizione dello stesso Ordine. Una sezione intera, poi, lo scrittore la dedica alla festa del 16 luglio a Scala Coeli, descritta nei dettagli sotto l’aspetto comunitario: processione, permanenza della statua nella chiesa, pellegrinaggi, partecipazione dei fedeli. L’autore completa la narrazione con una preghiera da lui composta.
Nella postfazione, padre Giovanni Grosso, archivista generale dei carmelitani, si sofferma invece sul significato del nome del paese, Scala Coeli, un titolo mariano che richiama una caratteristica di Maria e la sua unione con il Figlio. Un nome che – secondo padre Grosso – richiama anche la conformazione del luogo, che invita alla salita e all’avvicinamento con il cielo, da sempre simbolo della presenza del divino. Nella Bibbia, infatti, salire su un monte significa accostarsi alla sede di Dio e ricevere da Lui benedizione, protezione e aiuto.
«La venerazione della Madonna del Carmine – conclude nella postfazione padre Giovanni Grosso – è un forte invito alla vita cristiana nella sua pienezza, a servire Maria seguendola nell’ascolto obbediente della Parola di Dio, nell’unione con Gesù nell’adesione al progetto universale di salvezza e al servizio caritatevole verso tutti».
MARIA SCORPINITI

