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MANDATORICCIO – UNA TARGA PER I CARLINO, MAESTRI SEGANTINI DEL CIOCCO

Ricordate anche di tutte le maestranze che, attraverso la lavorazione dell’erica arborea per fabbricare le pregiate pipe, hanno contribuito a far conoscere Mandatoriccio nel mondo. La proposta di un Museo della Pipa

MANDATORICCIO – Il Comune di Mandatoriccio, con una toccante cerimonia, ha dedicato una targa alla famiglia Carlino che, con la loro arte di maestri segantini del ciocco, ha fatto conoscere il nome del centro collinare in Italia e nel mondo. La targa commemorativa, in via Mario Donnici, è stata scoperta proprio nel luogo che un tempo ospitava la storica fabbrica dei Carlino, alla presenza del vicesindaco Francesco Pugliese, dell’assessore alla cultura Lucrezia Manfredi e dei familiari. Nell’occasione, sono state ricordate tutte le maestranze che, nel corso degli anni, hanno lavorato nella produzione delle pipe. Un momento significativo e un riconoscimento pubblico di una storia fatta di lavoro, sacrifici, competenze e passione.

Per l’economia del centro della Sila Greca, la lavorazione dell’erica arborea, materia prima con cui venivano realizzate le pregiate pipe, ha rappresentato per decenni un’attività produttiva di rilievo, che ha visto i Carlino protagonisti per oltre un secolo.

A nome della famiglia, nel corso della cerimonia, è intervenuto Franco Emilio Carlino,  visibilmente emozionato per un riconoscimento atteso da tempo. «Oggi alla mia famiglia viene finalmente riconosciuta la giusta gratitudine per quanto ha fatto, insieme a tutti coloro che, con il loro lavoro, hanno contribuito a questa importante pagina della storia di Mandatoriccio» – ha sottolineato, lasciandosi andare ai ricordi d’infanzia e al suo vissuto in una famiglia il cui nome è legato in maniera indissolubile con la storia produttiva del paese.

Nonno Ciccio, gli zii Luigi, Peppino, Arturo ed Egidio, il padre Edoardo, i cugini – ha ricordato  – ma anche tanti lavoratori, prestarono la propria opera nella fabbrica. Da qui, il lungo elenco delle persone che meritano di essere restituiti alla memoria collettiva. Sono: Giuseppe Abbenante, Domenico Amodeo, Vincenzo Arena, Leonardo Brunetti, Leonardo Colamaria, Peppino Cundari, Domenico Golluscio, Vincenzo Leone, Natale Longobucco, Francesco Mancuso, Giuseppe Parrotta, Attilio Francesco Pirillo, Vittorio Pirillo, Francesco Russo, Mario Stilo, Bruno e Giovanni Villella. A loro è andata la gratitudine di rappresentanti della famiglia Carlino, simbolo di una comunità di lavoratori hanno fatto conoscere Mandatoriccio al di fuori dei suoi confini.

Un doveroso ricordo Franco Emilio lo ha tributato, in particolare, a Domenico Carlino e a sua moglie Marisa Zumpano, che decisero di donare al Comune il terreno sul quale sorgeva la vecchia fabbrica per mantenere vivo un luogo legato alla storia del paese e alla memoria di tante persone.

Tuttavia, non basta racchiudere in una targa, arrivata tra l’altro a distanza di anni, la memoria di quanto ha rappresentato per Mandatoriccio la famiglia Carlino. È stato proprio Franco Emilio a rilanciare una proposta che porta avanti da anni: la realizzazione di un Museo della Pipa, un luogo nel quale raccogliere strumenti di lavoro, fotografie, documenti, manufatti e testimonianze capaci di raccontare alle nuove generazioni la singolare storia della lavorazione dell’erica e della produzione degli abbozzi per pipe.

MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano del Sud” 18.09.26)

 

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