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«CARIATI È UN SIMBOLO PIÙ GRANDE DI NOI»

Le Lampare scrivono  Roger Waters per il suo compleanno e tengono alta l’attenzione. Il musicista dei Pink Floyd diede la spinta alla riapertura dell’ospedale

CARIATI – «Caro Roger, come stai? Ti scriviamo da questo piccolo angolo di Calabria dove, da più di quindici anni, continuiamo a tenere accesa una luce». Inizia così la lettera di auguri al cantautore, polistrumentista e fondatore dei Pink Floyd, “compà” Roger Waters, che gli attivisti del movimento cariatese Le Lampare, tramite il regista Federico Greco, gli hanno inviato nel giorno del suo 83esimo compleanno. Nato il 6 settembre 1943 in Inghilterra, è considerato l’amico dei Comitati in lotta per la riapertura dell’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati da quando, nel 2021, ha dato voce alla lunga battaglia che ha portato alla riapertura del nosocomio cariatese, chiuso ingiustamente nel 2010 in base al Piano di Rientro regionale che, in una sola notte, ha cancellato ben 18 ospedali calabresi.

L’intervento pro ospedale di Waters era stato affidato ad un video registrato dallo stesso Federico Greco, contenente l’appello “Aprite l’ospedale di Cariati subito!” che ha fatto il giro del mondo, dando la spinta giusta, quella decisiva, ad una lotta popolare iniziata, anzi ripresa, in piena pandemia dai cittadini di un intero territorio, stanchi di vivere in una perenne condizione di emergenza sanitaria, con livelli di assistenza inferiori alla media regionale e nazionale. L’appello del leader dei Pink Floyd ha ricordato al mondo che la cultura e l’arte non sono mai qualcosa di marginale, anzi.

Continua infatti la lettera de Le Lampare: «Chi dice di fare arte e cultura ha una responsabilità enorme. Nel 2021, quando sei venuto a sapere dell’occupazione dell’ospedale di Cariati, hai registrato un video in italiano, con la tua voce e la tua faccia, che resterà per sempre nella nostra memoria e nella storia di questi luoghi. Non solo. Hai portato la nostra storia nel mondo, poi sono arrivate le tue videochiamate, gli incoraggiamenti, la forza che ci hai dato».

Una vicinanza ad una lotta per il diritto alla salute che si è resa tangibile il 21 aprile 2023, quando all’Unipol Arena di Bologna, davanti a decine di migliaia di persone, l’artista inglese ha gridato con forza: «Fanculo le armi nucleari, ci servono soldi per gli ospedali in Calabria», abbracciando, subito dopo il concerto, gli attivisti cariatesi e ribadendo la volontà, un giorno, di prendere l’automobile, venire a Cariati e stappare con loro una bottiglia di vino. Anche nel docufilm di successo “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando” dei registi Greco e Melchiorre, che ricostruisce l’intera vicenda dell’ospedale di Cariati, c’è un altro suo autorevole intervento di Waters in favore della sanità pubblica.

«Ti ringraziamo per il tuo impegno instancabile contro la guerra – vanno avanti Le Lampare –  per la tua voce che continua a denunciare ingiustizie, per i tuoi lavori recenti che ricordano al mondo che la pace è un dovere. In questi anni abbiamo conosciuto persone che ci hanno sostenuto in Calabria, in Italia e nel mondo. E persone che hanno provato a sfruttare il momento. Fa parte della lotta. Ovunque andiamo – continuano – diventiamo rossi: Cariati è come un simbolo più grande di noi, al di là delle nostre poche capacità. Oggi, mentre gli ospedali pubblici si spengono, mentre il diritto alla cura è schiacciato sempre più dalle logiche di profitto, a Cariati, dopo il buio totale, qualche lucina in più si vede: posti di lavoro, investimenti, servizi in più».

Il riferimento è al decreto del presidente Roberto Occhiuto, di inserimento del “Cosentino” nella rete ospedaliera regionale, e alla recente riapertura del pronto soccorso con annesso, si spera per settembre, il reparto di Medicina.

Un buon inizio, ma ancora poco per le esigenze del Basso Jonio cosentino e dell’Alto Crotonese, la cui popolazione in estate triplica. L’attenzione rimane altissima. «Non c’è nulla che ci permetta di dire che è tutto risolto – concludono Le Lampare nella lettera a Waters – si continua a camminare verso un orizzonte, controvento, mentre il mondo spinge nella direzione opposta. Se ci fossero istituzioni intelligenti e furbe, ti avrebbero già invitato da tempo. Speriamo di incontrarci di nuovo, Roger».

MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano – L’AltraVoce 8 settembre 2026)

 

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