Nursind e Lampare plaudono al rinnovo del contratto al ginecologo del Consultorio, ma l’obiettivo resta l’apertura immediata del pronto soccorso e del reparto di Medicina: «Intervenga Occhiuto»
CARIATI – Dopo il sit-in di protesta davanti all’ospedale Vittorio Cosentino di sabato scorso, promosso da Alleanza Verdi – Sinistra Italiana per chiedere l’immediata attivazione del pronto soccorso e del reparto di Medicina, anche il movimento Le Lampare e il sindacato Nursind, in una nota congiunta, ritornano sulla questione sanità per evidenziare le criticità persistenti e le novità. Tra queste, la riattivazione della ginecologia al Consultorio, con la proroga del contratto al medico in pensione Giampiero Cretella. Un servizio che funziona, apprezzato e fondamentale – sottolineano – ma che è necessario rafforzare con personale dedicato per garantirne la continuità e renderlo più attrattivo.
«Purtroppo – segnalano – negli altri servizi persiste una grave carenza di personale e l’assenza di risposte sui lavori in corso e sulla situazione di Pronto soccorso, laboratorio analisi ed elisoccorso». Una situazione molto difficile, che rischia di compromettere ulteriormente l’assistenza anche nel Distretto sanitario e negli ambulatori, dove operano soltanto tre infermieri in rotazione, due dei quali prossimi alla pensione.
Un altro problema serio è la mancanza della figura del neuropsicomotricista nel servizio di neuropsichiatria infantile: un’assenza grave, che compromette la presa in carico precoce e integrata dei bambini, nonostante un’équipe all’altezza che andrebbe, anche questa, sostenuta e potenziata.
Maggiori problemi si evidenziano nel Pronto soccorso del “Cosentino”, ancora Punto di Primo Intervento. Per essere tale, manca la figura dell’anestesista, ma anche l’annesso servizio di laboratorio analisi operativo h24, e non h12 come quello attuale. «Su questi servizi – incalzano da Le Lampare e Nursind – non arriva alcuna informazione: silenzio totale».
Serve dunque chiarezza e un intervento politico immediato per valorizzare servizi e risorse, come medici e operatori sanitari, apprezzati per la loro professionalità e dedizione. Un preciso impegno viene chiesto senza mezzi termini al sindaco di Cariati Cataldo Minò. Anche perché, nell’ultimo Consiglio comunale, su richiesta delle minoranze, è stato affidato proprio a lui il compito di farsi da tramite presso la Regione Calabria per risolvere le tante criticità e smuovere le acque. Nello stesso Consiglio, è stata approvata all’unanimità anche l’istituzione di una Delegazione che andrà in Regione ad incontrare il presidente/commissario Occhiuto per chiedere il rispetto del decreto attuativo di apertura dell’ospedale cariatese, compresa la richiesta di modifica della Rete regionale dei laboratori pubblici in cui Cariati non sia più classificato come un semplice Punto Prelievi, ma un laboratorio analisi aperto h24, o almeno h18 con le reperibilità.
Sarebbe, questa, la condizione minima e prioritaria per aprire un ospedale che voglia essere operativo e sicuro – aggiungono Nursind e Lampare – e analoga urgenza viene posta sulla definizione di un cronoprogramma chiaro per la realizzazione della piattaforma e l’attivazione dell’elisoccorso adibito a volo notturno nelle adiacenze del presidio ospedaliero. Servizi essenziali per gestire l’emergenza urgenza, non più rinviabili.
Sindacato e attivisti chiedono quindi tempi certi sulla conclusione dei lavori che stanno interessando da due anni il “Cosentino”. Allo stato attuale, per i ritardi e le inadempienze, il quadro complessivo della sanità a Cariati si presenta desolante: «Il messaggio che arriva – a parere di sindacato e attivisti – è quello di una sanità pubblica progressivamente depotenziata a beneficio della sanità privata foraggiata da ingenti risorse pubbliche. E non lascia ben sperare nemmeno la scelta di unificare la direzione dell’Asp con quella dell’Annunziata; in un Paese dove il provvisorio diventa spesso definitivo – vanno avanti – questa mossa rischia di essere il preludio di una centralizzazione ulteriore e quindi di un nuovo, pesante ridimensionamento della sanità di questo territorio». Infine ricordano un dato che pesa «come un macigno»: la bocciatura, da parte della Corte dei Conti, del Piano di Rientro della sanità calabrese per criticità strutturali, incapacità programmatoria e assenza di risultati misurabili.
«Una conferma ulteriore di ciò che denunciamo da anni. – concludono Nursind e Lampare – Mentre prosegue la nostra azione di attenzione e vigilanza, chiediamo a tutte le parti in causa massima responsabilità: sulla sanità si gioca la civiltà e il futuro di questi luoghi».
MARIA SCORPINITI

