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CARIATI – SABBIA ALL’IMBOCCATURA DEL PORTO: «UN’EMERGENZA CERTIFICATA DAGLI ATTI»

Le Lampare intervengono sulla problematica con la richiesta di un confronto pubblico urgente in Consiglio Comunale

CARIATI – Dagli atti del Comune di Cariati, risulta la gravità della situazione del porto per una problematica, quella dell’insabbiamento dell’imboccatura, che impone un confronto pubblico urgente in Consiglio Comunale. Il gruppo consiliare di minoranza “Le Lampare”, composto da Nunzio Funaro e Concetta Cuparo, aveva già chiesto l’inserimento del punto all’ordine del giorno al fine di conoscere gli interventi programmati a portare a soluzione l’annosa vicenda, ma era stato rinviato. La presidente del Consiglio, tuttavia, aveva assunto l’impegno di convocare una nuova riunione dell’assise entro il 22 maggio, così come verbalizzato e votato.

Da Le Lampare la richiesta esplicita di rispettare quell’impegno, poiché la problematica è seria. «Già a gennaio la Guardia Costiera aveva evidenziato criticità legate all’insabbiamento dell’imboccatura del porto e alla riduzione delle condizioni di navigabilità in sicurezza. – affermano dal gruppo d’opposizione – Successivamente, il 12 maggio, sono arrivate le segnalazioni formali degli operatori della pesca, che hanno denunciato rischi concreti per le imbarcazioni, per gli equipaggi e per la continuità delle attività lavorative. Il 13 maggio – continuano – il sindaco Minò ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria dell’imboccatura del porto, riconoscendo di fatto l’esistenza di una situazione concreta di pericolo».

Non è la prima volta che la problematica viene portata dalle opposizioni in Consiglio Comunale. Il punto, per Le Lampare, ora è politico: «Quando si arriva a un’ordinanza contingibile e urgente a metà maggio, con la stagione estiva ormai alle porte, significa che la programmazione ordinaria non ha funzionato. Il porto non è un tema secondario. È un’infrastruttura strategica per la pesca, il turismo, la sicurezza, l’economia locale e per l’immagine complessiva di Cariati. Non si può sbandierare la Bandiera Blu come simbolo di qualità e, allo stesso tempo, lasciare che una delle principali porte d’ingresso della città viva una condizione di criticità così evidente». Ora attendono il Consiglio Comunale per avere risposte precise sugli interventi programmati, sulle risorse disponibili, sui tempi effettivi di esecuzione, sui soggetti coinvolti e sulle responsabilità  che hanno determinato i ritardi.

«Chiederemo – vanno avanti dalla minoranza – che venga formalmente attivato ogni canale istituzionale utile, compreso il coinvolgimento dei consiglieri regionali, verso l’assessore regionale competente, affinché la questione venga affrontata con il peso politico e amministrativo che merita. Perché se il Comune non è in grado di risolvere da solo questa emergenza – incalzano – allora bisogna portare immediatamente la questione al livello regionale. Diranno che hanno chiesto 200 mila euro per questo intervento e che siamo ancora in fase preliminare e gli interventi previsti non sono nemmeno risolutivi. Ma si rischia di essere, dopo un paio di mesi, al punto che siamo ora».

A ridosso dell’estate, Cariati non può permettersi un porto in difficoltà, con conseguenze dirette su pescatori, diportisti, operatori economici e cittadini. «Convocare il Consiglio entro il 22 maggio non è una cortesia politica – concludono dal gruppo consiliare – è un impegno assunto, verbalizzato e votato».

MARIA SCORPINITI (Il Quotidiano – L’Altravoce 16 maggio 2026)

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