Capalbo: «Carenza di personale, c’è il rischio dello sciopero generale»
Continua lo stato di agitazione del personale sanitario dell’Asp di Cosenza. La segreteria del sindacato delle professioni infermieristiche NurSind, che l’ha indetto lo scorso 12 giugno, e il commissario straordinario Asp Cosenza, Antonello Graziano, sono stati convocati dal prefetto Rosa Maria Padovano per il prossimo lunedì 7 luglio, allo scopo di tentare una conciliazione che porti alla risoluzione della vertenza e ad un reale incremento di personale in tutti i reparti, in particolare in quelli dell’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati. Qui la situazione registrata è sempre più drammatica. Nella Rsa medicalizzata, ad esempio, a fronte di un organico di 13 infermieri, ce ne sono in servizio solo 6 e 6 Oss, ma negli ultimi giorni il personale si è ulteriormente ridotto con difficoltà a programmare i turni e persino le ferie.
Anche il Pronto soccorso, al momento ancora Punto di Primo Intervento, nonostante l’arrivo dei medici cubani, ha un personale risicato, insufficiente nel momento in cui verrà attivato l’importante servizio di emergenza urgenza. E così per il laboratorio analisi, chiuso di notte; per il Consultorio con una sola ostetrica prossima alla pensione e un ginecologo rientrato dal pensionamento; per il servizio di neuropsichiatria infantile con un solo logopedista; per la radiologia, anche questo con un medico in pensione.
Questa del Prefetto è la seconda convocazione. La prima riunione avrebbe dovuto tenersi in data 27 giugno, ma per alcuni disguidi è saltata. La dottoressa Padovano si è vista costretta a riprogrammare una nuova riunione, con l’auspicio di trovare un accordo e chiudere la vertenza.
La grave carenza di personale, nei mesi scorsi, è stata più volte segnalata all’Asp dalla stessa organizzazione sindacale, senza aver riscontrato finora – secondo il sindacato – risposte soddisfacenti. Attraverso il suo rappresentante territoriale Nicodemo Capalbo, il personale lamenta anche un’informazione tardiva e non preventiva di alcune modifiche nell’organizzazione dei servizi, l’assenza di un piano per le assenze improvvise finanziato da uno specifico progetto, l’assenza di trasparenza in materia di mobilità interna e assegnazione sui presidi dell’Asp.
L’Azienda, per Capalbo, dovrebbe applicare in maniera corretta la legge 161/2014 in materia di orario di lavoro e prevedere prestazioni aggiuntive per tutto il comparto, tra l’altro sancite dall’art.11 del DL34/2023, dal verbale della Regione Calabria del 23 ottobre 2024 e dal Decreto del commissario ad acta n.55 del 2025. Il tavolo con il prefetto e i vertici Asp è stato richiesto proprio da NurSind, annunciato che, in caso di mancato accordo, verrà proclamato lo sciopero generale.
«Il personale sanitario dell’ospedale di Cariati – afferma Capalbo – si trova da tempo a dover sopportare un carico di lavoro non indifferente, uno stress psicofisico non più tollerabile. L’Azienda non è riuscita ancora a fare il Piano assunzionale per consentire il turnover – continua – e a pagarne le conseguenze sono i presidi periferici, come Cariati, con il rischio della sospensione dei servizi. Bisogna metter mano subito agli organici – conclude – l’ospedale di Cariati va assolutamente potenziato anche per far fronte all’afflusso dei turisti che qui ogni anno arrivano a 30-40mila. È impossibile affrontare un’altra estate con un organico sottodimensionato con i lavori ancora in corso nel presidio ospedaliero».
(Maria Scorpiniti “Il Quotidiano del Sud – L’Altravoce” 3 giugno 2025)

