Il sindaco sulla sanità rilancia: «Come a Longobucco, anche noi abbiamo pianto per tragedie simili»
CAMPANA – Lo scorso 10 maggio, il sindaco di Campana, Agostino Chiarello, era in prima fila in Piazza Prefettura a Catanzaro, a manifestare per il diritto costituzionale quasi negato alla salute e alle cure delle popolazioni interne della Sila Greca. Un diritto “gridato” a gran voce dal palco, nel contesto della partecipata iniziativa organizzata da “Il Quotidiano”. Con la sua l’Amministrazione comunale, tra le pochissime in Calabria, si era impegnato ad organizzare, insieme al presidio territoriale CGIL di Longobucco e al movimento “Mille Papaveri Rossi” di Bocchigliero, un pullman riempito in ogni ordine di posto dai cittadini, sempre più provati dalle difficoltà ad accedere finanche alle cure essenziali.
Non solo. È stato uno dei pochi sindaci sempre presente nella lunga mobilitazione che ha portato alla riapertura, ancora sulla carta, dell’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati, un presidio sanitario di prossimità facilmente raggiungibile dai centri collinari della Sila Greca rispetto allo Spoke di Corigliano Rossano e indispensabile per abbattere i tempi di percorrenza lungo la SS106.
Chiarello non fa mistero, inoltre, del fatto che egli avrebbe potuto rappresentare in maniera autorevole tutte le aree interne nelle ultime regionali. Denuncia infatti: «Qualcuno nel recente passato – dice – ha dimenticato e rinnegato chi è stato sempre in prima fila a denunciare le manchevolezze di un sistema malato e a tutelare le popolazioni delle aree interne con il lavoro sul territorio e con l’esempio, non con annunci e comunicati stampa redatti dalla capitale o dall’estero, ricambiato dal tradimento nel momento in cui si poteva cambiare qualcosa: scelte individuali di piccoli uomini, che però ora si ripercuotono su un intero territorio».
Il sindaco di Campana ricorda la tragedia avvenuta nei giorni scorsi a Longobucco, dove un cittadino, Antonio Sommario, è venuto a mancare: l’ennesimo decesso causato dalla mancanza di presidi sanitari sui territori e dai tempi lunghissimi per raggiungere il primo Pronto Soccorso utile, che è Rossano. «Non è un caso isolato – puntualizza – nel corso degli anni anche la nostra comunità ha dovuto piangere propri figli mancati per gli stessi motivi, mentre il presidente commissario Roberto Occhiuto ha risposto a questa tragedia propagandando la salvifica possibilità di assunzione di medici in quiescenza come rimedio ai nostri mali. L’unico elemento positivo di tale atto – continua – è la copertura di alcune posizioni lavorative strategiche in qualche ospedale di frontiera, altrimenti destinato al totale fermo».
A parere di Agostino Chiarello, inoltre, la sostituzione dei vertici aziendali Asp della provincia di Cosenza “per motivi inspiegabili” a tre mesi dalla fine del contratto di lavoro, comporterà ritardi sulla programmazione delle “botteghe” della salute e sulla realizzazione delle piattaforme di elisoccorso previste anche nei comuni delle aree interne.
«Qui si vive ancora di propaganda – incalza il primo cittadino di Campana – il problema è che i calabresi, nonostante tutto, fanno ancora finta di non vedere, incolpando chi ha governato anni fa, come se gli ultimi cinque non fossero mai esistiti. Qui nessuno è esente da colpe – conclude – ma adesso le responsabilità sono di chi ha promesso l’uscita dal Piano di rientro e dal commissariamento e, dopo quasi cinque mesi, tutto è fermo a sedici anni fa».

