Al via il tour di protesta promosso da Alleanza Verdi – Sinistra Italiana. Pressing di Pignataro: «Chiederemo lo stato di emergenza sanitario»
CARIATI – È partito ieri mattina dall’ospedale “Vittorio Cosentino” di Cariati, e non poteva essere altrimenti, il tour di protesta annunciato nei giorni scorsi da Alleanza Verdi Sinistra per denunciare una sanità ancora in affanno e rivendicare il diritto alla salute e alle cure dei calabresi. Cariati, com’è noto, a seguito della lunga mobilitazione che ha portato al decreto di riapertura del presidio ospedaliero chiuso ingiustamente nel 2010, è riconosciuto come luogo simbolo della lotta popolare per il diritto alla salute. Una battaglia che ha fatto scuola e che continua ancora oggi finché non verranno attivati i servizi previsti: il nuovo pronto soccorso, 20 posti di Medicina e quanto messo nero su bianco nel decreto di riapertura del 2024.
Ieri, insieme ad AVS, in prima linea i rappresentanti dei Comitati per la riapertura del Cosentino, ma anche il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi, da sempre schierato contro gli “scippi” di reparti e servizi che continuano ancora oggi.
A denunciare, senza mezzi termini, una situazione sanitaria preoccupante fatta di carenza di personale, servizi ridotti all’osso e posti letto di gran lunga inferiori rispetto alla media nazionale, sono stati i portavoce regionali di AVS, Giuseppe Campana (Europa Verde) e Fernando Pignataro (Sinistra Italiana). «A Cariati i posti letto e il pronto soccorso previsti ancora non esistono – ha dichiarato Giuseppe Campana – e gli ospedali calabresi sono tutti nelle stesse condizioni. Chiediamo al presidente della Regione Calabria quello che ha promesso in campagna elettorale: l’uscita, dopo 16 anni, dal Piano di Rientro. Come la Calabria, c’erano altre sette regioni che sono rientrate dal debito sanitario dopo due anni, solo noi siamo ancora in queste condizioni e ne stiamo pagando le conseguenze. Al di là dei reels del presidente Occhiuto – ha incalzato – la sanità calabrese vive uno stato comatoso. L’ospedale di Cariati dovrebbe essere già aperto, invece è un cantiere aperto come l’ospedale unico della Sibaritide. Anche gli altri ospedali chiusi devono riaprire, ne abbiamo estremo bisogno».
Per l’amministrazione comunale di Cariati è intervenuto il vicesindaco Maria Crescente: «La battaglia per riportare a Cariati l’ospedale va oltre il colore politico – ha sottolineato Crescente – è una battaglia che unisce tutti e nell’ultimo Consiglio Comunale, infatti, abbiamo approvato all’unanimità la costituzione di una Delegazione che andrà dal presidente Occhiuto per chiedere a che punto sono i lavori e quali iniziative intende intraprendere per aprire l’ospedale di Cariati».
Non le manda a dire, com’è nel suo stile, il sindaco di Co-Ro Flavio Stasi: «Al netto delle promesse del commissario di se stesso, cioè il governatore Occhiuto – ha dichiarato – ad oggi non si stanno facendo passi in avanti. La doppia nomina nei giorni scorsi per lo stesso direttore generale fa intravedere all’orizzonte l’abolizione dell’Azienda Provinciale e l’accorpamento all’Azienda Ospedaliera per continuare a smembrare la sanità sui territori. Saranno sotto attacco anche gli Spoke, altro che ospedali di Cariati, Trebisacce e Praia a Mare o rivisitazione degli ospedali di montagna!». Per Stasi è sbagliato prendere a modello la sanità delle altre regioni, poiché la Calabria non è l’Emilia Romagna, ha bisogno di una sanità aderente ai territori che tenga conto delle carenze infrastrutturali e della topografia, una sanità al servizio, vicina ai territori, per evitare che, chi può, continui ad emigrare per farsi curare.
L’obiettivo della mobilitazione di AVS negli ospedali calabresi, ha aggiunto Fernando Pignataro, è quello di ascoltare cittadini, associazioni e operatori sanitari per arrivare, alla fine del tour, a chiedere al Governo Nazionale di decretare lo stato di emergenza sanitaria in Calabria. «Qui manca persino la medicina di prossimità – ha commentato l’esponente di Sinistra Italiana – Longobucco ha manifestato nei giorni scorsi perché i cittadini non hanno il medico e muoiono sulle ambulanze, senza strade e infrastrutture. Succede quotidianamente, qui c’è una sanità al collasso. È necessario scorporare il Piano di rientro dal bilancio della Regione e, nel contempo, lo Stato deve intervenire in maniera straordinaria». Secondo Pignataro, infine, bisogna recuperare tutti i finanziamenti che spettano alla Calabria, una regione che conta più malati cronici rispetto alle altre, ma che non ha i soldi per curali.
La mobilitazione di AVS, partita da Cariati, continuerà nei prossimi giorni negli altri nosocomi calabresi. L’intento è quello di lanciare un segnale chiaro alle istituzioni regionali e nazionali, affinché investano in strutture e assunzioni a tempo indeterminato di personale, rilancino gli ospedali esistenti e la medicina territoriale, infine predispongano una programmazione sanitaria aderente ai reali bisogni delle comunità.
MARIA SCORPINITI (“Il Quotidiano – L’Altravoce” – 7 febbraio 2026)


