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CARIATI: FESTA GRANDE E PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA PER SAN CATALDO

Messa in Cattedrale con l’arcivescovo Aloise, poi la lunga processione fino alla cappella. Per i trecento anni della statua lignea, anche un annullo filatelico di Poste Italiane e il dono, da Taranto, di una reliquia

CARIATI – Tantissimi devoti, ma anche concittadini emigrati nel Nord Italia o all’estero e pellegrini giunti dai paesi vicini, hanno preso parte ai solenni festeggiamenti religiosi e civili in onore del protettore e compatrono San Cataldo, il vescovo irlandese vissuto nel VII secolo. Una festa “grande” molto sentita, durata un giorno in più (8-9-10 maggio), con punte altissime di partecipazione registrate il 9 sera per il concerto di Marcella Bella e il 10 mattina, domenica, per la messa solenne e la processione dalla concattedrale San Michele Arcangelo del centro storico fino alla cappella rurale della marina.

Il classico rituale, inoltre, è stato arricchito da nuove iniziative, organizzate in occasione del terzo centenario della realizzazione della venerata statua lignea. Tra queste: una mostra di foto antiche sulla festa di San Cataldo, curata dall’architetto Antonio Russo, e nei giorni scorsi l’arrivo da Taranto di una reliquia del taumaturgo. Il dono, dall’alto valore religioso, rivela una santità che passa attraverso la carne di chi ha amato Dio fino in fondo – come ha spiegato nell’omelia l’arcivescovo di Rossano Cariati, mons. Maurizio Aloise, in una chiesa gremita e alla presenza delle autorità civili e militari. Aloise, che ha presieduto la celebrazione eucaristica insieme al parroco don Gaetano Federico ed altri sacerdoti della vicaria e della diocesi, ha sottolineato: «Cataldo, attraverso il mare, ha conosciuto fatiche e pericoli portando il Vangelo dovunque e qui a Cariati, che è una città di mare, questo Santo ha ancora qualcosa da dire perchè ha lasciato una scia profonda. Cariati e Taranto ne custodiscono la memoria, proprio a testimonianza di una santità che attraversa i secoli e continua ancora oggi a parlare al cuore dell’uomo».

Al termine, monsignor Aloise ha rivolto un pensiero ai tanti cariatesi che vivono lontano dalla loro terra, ma sempre presenti con il cuore, e ha benedetto i bambini vestiti alla foggia del Santo per grazia ricevuta, guidando poi un tratto della processione, fino al Ponte, il punto più panoramico del borgo medievale, da dove il Santo fa sosta in segno di benedizione della città. Il corteo si è poi snodato alla volta della marina, costeggiando il mare, fino alla chiesetta parrocchiale dedicata a San Cataldo, nell’omonima frazione distante circa tre chilometri dall’abitato. L’arrivo, sulle note festose della banda musicale diretta dal Maestro Cirigliano, è stato preceduto dai Majo votivi, pali altissimi contornati da “fusiddi”, dolci tipici cariatesi, e decorati con fiori e nastri colorati, venduti all’incanto nell’apposito spazio in riva al mare. Dopo lo scoppio dei mortaretti e il saluto nel piazzale al Santo dei miracoli “amico della gente”, a cui i cariatesi si rivolgono nei momenti di difficoltà, ha avuto inizio la messa all’interno della chiesetta rurale.

Sempre nel piazzale, lo stand di Poste Italiane per il servizio filatelico temporaneo con la dicitura: “San Cataldo Vescovo Protettore della città – Terzo centenario realizzazione effigie – 10 maggio 2026 – 87062 Cariati Marina (Cs)”, e con lo speciale annullo richiesto dalla parrocchia a Poste Italiane.

Per i festeggiamenti civili, l’8 maggio si sono esibite le scuole di ballo in piazza Plebiscito, il 9 maggio boom di presenze per il concerto di Marcella Bella in piazza Rocco Trento e il giorno dopo, domenica, la conclusione con i Talitakum e gli spettacolari fuochi pirotecnici.

MARIA SCORPINITI

 

 

 

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